
Non è detto che alla fine la “rivoluzione” ci sarà, ma il segnale arrivato dall’Assemblea Sinodale riunitasi oggi a Roma non mancherà di sollevare polemiche. Con 781 volti su 809 votanti, infatti, è stato approvato il Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese italiane dal titolo “Lievito di pace e di speranza”. A far discutere sarà quel passaggio in cui si chiede ai vescovi che le Chiese locali, superando l’atteggiamento discriminatorio a volte diffuso negli ambienti ecclesiali e nella società, si impegnino a promuovere il riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender, così come dei loro genitori, che già appartengono alla comunità cristiana”.
Non solo. Il Documento invita la Cei a sostenere “con la preghiera e la riflessione le ‘Giornate’ promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.)”.
“Una volta che oggi questa Assemblea sinodale ha congedato il testo con il suo voto, è ora compito dei Pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole. Collegialità e sinodalità”, ha spiegato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. “La prossima Assemblea generale della Cei avrà proprio la discussione su questo documento come tema portante“. La Cei infatti nominerà un gruppo di vescovi che studierà il Documento e sceglierà alcune priorità da affrontare nell’Assemblea generale dei vescovi del novembre 2025.
Una indicazione ai vescovi è arrivata anche sul ruolo delle donne, anche se è quello che ha ottenuto meno voti favorevoli. Nel paragrafo è contenuto l’invito affinché “la Cei sostenga e promuova progetti di ricerca di Facoltà teologiche e associazioni teologiche per offrire un contributo all’approfondimento delle questioni relative al diaconato delle donne avviato dalla Santa Sede”.
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