Qui al bar siamo colti da un dubbio: forse ci manca qualcosa? Forse siamo sbagliati? Forse siamo fatti male? Forse siamo dei rozzi? Ce lo domandiamo, perché delle sorti di Report non ce ne frega niente. Beninteso: rilevante e interessante la saga di Sigfrido Ranucci, dal momento che è uno specchio perfetto dei peccatucci e delle ipocrisie della sinistra. Ma la trasmissione? Il destino del conduttore? La successione in video? I veleni tra lui e la redazione? Possibile che un Paese intero e la sua tv di Stato debbano stare appesi a un programma, quando in un’azienda privata ci si sarebbe avvicendati alla conduzione senza tutte queste drammatiche assemblee?
Adesso sono arrivati Daniele Piervicenzi e Claudia Di Pasquale. Bene. Auguri. Quindi? Qui al bar non riusciamo proprio a convincerci che, garantita la continuità delle brillanti inchieste di Report, sia stata salvata la democrazia. Che la libertà di stampa e forse la forma Stato repubblicana fossero una funzione dei servizi dei giornalisti di Rai3. Scendete dal piedistallo, per favore. Sicuramente siete più importanti di noi che prepariamo caffè. Ma le prospettive dell’umanità non dipendono da voi. Buon lavoro, eh. Ma quand’è, esattamente, che il vostro lavoro è diventato l’apoteosi delle virtù civili?
Il Barista, 4 settembre 2026
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