Choc dal palco della Cgil: “La Russa è un bastar**”. Poi l’attacco al governo

La maratona contro l'astensionismo del sindacato si trasforma in odio contro la maggioranza: "Ricacciamoli nelle fogne". E il pubblico applaude

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Chi è, Adelmo Cervi? La sua storia parla per lui. Sul suo profilo Facebook si definisce “figlio di Verina ed Aldo Cervi terzogenito dei 7 Fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 Dicembre del 1943″. Comunista, antifascista e anticapitalista, si legge nella sua descrizione su Instagram, è da sempre in prima linea nelle battaglie della sinistra. Bene. Ieri sera Cervi, la cui storia personale e familiare è indiscutibile e va rispettata, è stato invitato sul palco della Cgil a parlare di Referendum. Si trattava della “maratona contro l’astensionismo” per rivendicare il voto “come libertà” e cercare di raccattare il 50% più uno di elettori nel fine settimane dell’8 e 9 giugno. Cosa è successo? Beh, è successo che Cervi, in barba al garbo istituzionale, ha definito Ignazio La Russa “un bastardo” e la destra di governo dei fascisti da “ricacciare nelle fogne”.

Sul palco sono saliti un po’ tutti i leader dalla sinistra insieme a “realtà associative, forze politiche, Istituzioni, società civile e mondo della cultura e dello spettacolo” che “hanno aderito all’appello lanciato dalla Cgil a difesa del diritto di voto e della democrazia e per rompere il silenzio mediatico che continua ad oscurare i cinque referendum”. In Piazza Vittorio si sono alternati Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (AVS), Giuseppe Conte (M5S), Riccardo Magi (+Europa e presidente del Comitato promotore del referendum sulla cittadinanza), ed Elly Schlein (Pd). Tutti a dire la loro, liberamente. Poi però verso sera, subito dopo l’intervento del leader di Alleanza Verdi e Sinistra, il conduttore ha invitato sul palco Adelmo Cervi presentandolo come “amico della Cgil” che spesso viene fatto parlare nei vari comizi. E infatti lui indossava la felpa rossa della Fiom. Il resto è un profluvio di attacchi contro La Russa e la destra di governo: “Di un bastardo come La Russa non c’è bisogno di parlare – ha detto – La cosa vergognosa è che un bastardo del genere sia la seconda carica dello Stato e che abbiamo chi ci governa che gira ancora con la fiamma tricolore appiccicata al vestito”.

Per carità, vista la storia familiare si può anche comprendere un minimo di antifascismo militante. E passi anche l’idea che la storia del quorum sarebbe “un escamotage” tirato fuori da chissà chi. Passi anche sostenere che “chi non va a votare è contro la Costituzione”. Ma da qui agli insulti ce ne passa. “Uniamoci tutti quanti a portare avanti questa battaglia e vincerla”, ha detto Anselmo. Che poi ha lanciato anche un appello alla sinistra: bisogna “continuare a combattere perché la tappa più importante che dovremo avere dopo è quella di unirci con tutta la sinistra e i democratici per mandare a casa questo governo di destra. O siamo capaci di rimandarli nelle fogne da dove sono usciti o avremo sempre un prezzo pesante da pagare”. Il conduttore non ha fatto un frizzo, neppure ha cercato minimamente di scusare le espressioni violente del figlio di partigiani, mentre la piazza si è riaccesa con gli applausi a sentire la solita retorica delle “fogne”.

Il riferimento a La Russa, colpevole di voler fare propaganda per l’astensione, va detto, è tornato in quasi tutti gli interventi dei leader secondo cui gli appelli al non voto rischiano di avvicinare l’obiettivo del quorum. “Più La Russa invita all’astensione e più la gente andrà a votare”, ha detto Bonelli. Per Fratoianni il “governo codardo” ha scelto di “non prendere posizione”. Mentre Magi ha sottolineato i “dati impressionanti sulla propensione al voto”. In merito all’appello di Cervi a unire le opposizioni, i leader dal palco hanno lanciato qualche segnale. Per Schlein quello dei referendum “è un voto che permette di riparare agli sbagli fatti dalla nostra parte politica” ed è “felice di essere qui con altre forze di opposizione, uniti in questa battaglia”. Anche Conte ha lanciato un’idea: fare della “tutela dei lavoratori” un “asse centrale di un’alternativa di governo”. Si vedrà.

Intanto esplode la polemica per le parole di Cervi. “Quanto accaduto sul palco della Cgil, convocato per la campagna referendaria, non può passare sotto silenzio. Abbiamo il massimo rispetto personale per Adelmo Cervi per le terribili vicende di cui suo padre e sei suoi zii sono stati vittime. Nondimeno, dare del ‘bastardo’ al presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, non pare onorare il cognome che porta”, ha scritto in una nota il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. “In questo modo si alimenta un clima che non fa bene all’Italia e corre il rischio di fomentare violenza. Spero che il segretario generale della Cgil Landini trovi il giusto modo per prendere le distanze”.

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