Il Tg1, ieri sera, ha mandato un pezzo in cui si parlava di aumento degli eventi estremi: di solito mi lamento del Tg1 e poi vado a dormire, ma questa volta sono rimasto sveglio: è davvero così, sono in aumento gli eventi estremi? Ogni estate, ogni autunno, ogni inverno si ripete lo stesso copione: uragani, incendi e alluvioni «sempre più numerosi». Ma i dati, letti con attenzione, dicono qualcosa di diverso: e cito i dati dell’IPCC! Non i dati presi al Centro Estetico dove si scelgono gli anelli da piede. Procediamo con ordine.
L’errore della misurazione
Il database di riferimento è EM-DAT, del CRED (Centre for Research on the Epidemiology of Disasters), con oltre 26.000 eventi dal 1900.1 La curva sale nettamente dagli anni Settanta, ma non perché la Terra sia diventata più violenta: è diventata più brava a registrare. Più stazioni, più satelliti, più comunicazione, più tecnologia: quello che non vedevi prima, ora lo puoi vedere. Con cento stazioni vedo meno eventi che con diecimila. Con dieci arbitri e cento telecamere si fischiano più falli, ma la partita non è più scorretta.
Quando la copertura diventa completa, la tecnologia raggiunge la sua massima sensibilità, intorno al 2000, la curva si ferma e poi scende. Anche i disastri geofisici, terremoti e vulcani, che col clima non c’entrano, seguono lo stesso andamento: crescono fino al 2000 e poi si stabilizzano.2 Lo stesso CRED, da settembre 2023, raccomanda di escludere i dati precedenti al 2000 dalle analisi sui trend.3 Conclusioni analoghe emergono da altri studi, come quello sui disastri di Singapore.
Ma al Tg1 chi glielo va a dire? Io ci provo, ma di solito a quest’ora sono a lezione di Oboe, o a qualche esposizione di mattonelle e linoleum. Insomma, la notizia del Tg1 ne esce ridimensionata, la previsione dell’UNDRR (ONU) di un +40% di disastri, da circa 400 a 560 l’anno entro il 2030:5 poggia su una curva distorta. Il difetto è nel modello, non nella realtà: da inizio Duemila, con un monitoraggio stabile, i disastri registrati sono diminuiti. Altra controprova: le rese mondiali di mais, riso, soia e grano (1961-2020) crescono tra il 2,4% e il 3,8% annuo, senza scossoni riconducibili a una moltiplicazione di eventi estremi.6
Cosa dice l’IPCC
Basta andare a verificare il tutto con la tabella 12.12 del sesto rapporto IPCC (AR6): per la maggior parte degli eventi estremi, come alluvioni e uragani, non ci sono condizioni per osservarne un aumento.7 Per la frequenza dei cicloni tropicali, la confidenza nei trend di lungo periodo è bassa, insomma niente aumenti.8 Il quadro è quindi diverso dal quello del Tg1, e nell’IPCC è sempre espresso in termini probabilistici («likely», «unlikely»). Che sono parole inglesi, e questo però è un problema, se non c’è un dizionario disponibile, per questo molti giornalisti hanno tende orribili, perché non sapevano tradurre correttamente il colore.
Uragani
Dal 1851 si contano più di mille uragani di categoria 4 e 5. Un tempo però un ciclone in mezzo all’oceano passava inosservato; oggi i satelliti li vedono tutti, e il conteggio sale in apparenza. Sto dicendo cose banali, e questo mi emoziona, come la finale di piramidi di bicchieri in diretta su Sky. Comunque, Vecchi mostra che, corrette le registrazioni per i progressi tecnologici, gli aumenti dal 1970 sono il recupero da una pausa di metà Novecento, non un trend di lungo periodo, quindi niente aumenti anche qua.9
Incendi
Confrontando il 2023 con la media 2006-2022, su 25 paesi UE solo la Grecia ha più area bruciata, il Portogallo ha un forte calo, le altre 23 sono in linea con la media: niente aumenti di incendi.10 Negli Stati Uniti nel 2023 sono bruciati 2,1 milioni di acri contro una media decennale di 5,5 milioni (vedi tabella);11 in Canada, dal 1980 al 2021, calano sia il numero di incendi sia l’area bruciata.12 Pesa inoltre il fattore umano: gli incendi appiccati da piromani o per incidente valgono, secondo le stime, tra il 60% e l’84% del totale. 13 Le previsioni di aumento (in Canada fino al +75% entro il 2100) sono proiezioni di modelli, non dati osservati.14
Tabella – Incendi negli Stati Uniti, 1 gennaio-8 settembre (media 2013-2022 e singoli anni)
| Anno (1/1-8/9) | Incendi | Acri bruciati |
| Media 10 anni 2013-2022 | 42.498 | 5.534.893 |
| 2023 | 40.683 | 2.106.507 |
| 2022 | 23.114 | 6.492.583 |
| 2021 | 43.729 | 5.115.981 |
| 2020 | 41.417 | 4.969.162 |
| 2019 | 35.605 | 4.226.383 |
| 2018 | 46.907 | 7.017.887 |
| 2017 | 47.854 | 8.081.639 |
| 2016 | 42.001 | 4.961.837 |
| 2015 | 45.009 | 8.518.032 |
| 2014 | 38.717 | 2.796.229 |
| 2013 | 35.990 | 3.905.950 |
Fonte: NIFC, National Interagency Fire Center, 2023.
Alluvioni in Italia: sono in aumento?
In Italia Paprotny rileva una riduzione delle alluvioni dal 1950 al 2018, Clarke un calo nel Sud, e Mudelsee su Nature nessun trend in crescita per Elba e Oder in 150 anni.15 Altri studi vedono più inondazioni in Basilicata e nel Nord Italia, spesso con concause come la scarsa manutenzione dei canali.16
La lezione del Tg1 qual è?
Un monitoraggio migliore, una comunicazione più accurata, modelli più precisi e politiche di adattamento aiutano le comunità a prepararsi: ma non ci sono eventi in aumento. Ma ogni dato sul clima va contestualizzato e confrontato: preso da solo può dare un’impressione, messo in prospettiva può voler dire tutt’altro, comunque, per ora, le notizie me le devo cercare sempre da solo.
Note:
1 G. Alimonti, L. Mariani, Is the number of global natural disasters increasing?, «Environmental Hazards», 23, 2, 2023, pp. 186-202; R. L. Jones et al., Human and economic impacts of natural disasters: can we trust the global data?, «Scientific Data», 9, 1, 2022, 572.
2 Alimonti, Mariani, cit., 2023 (andamento dei disastri geofisici 1970-2022).
3 CRED, EM-DAT Specific Biases, 2023, doc.emdat.be; cfr. J.-M. Scheuren et al., Annual disaster statistical review 2007, CRED, Bruxelles 2008.
4 Y. C. Lin et al., Filling the Disaster Data Gap: Lessons from Cataloging Singapore’s Past Disasters, «International Journal of Disaster Risk Science», 12, 2, 2021, pp. 188-204.
5 UNDRR, Human cost of disasters. An overview of the last 20 years (2000-2019), 2020, www.undrr.org; Global Assessment Report 2022.
6 Dati FAO sulle rese medie globali (t/ha) 1961-2020, elaborati in Alimonti, Mariani, cit., 2023.
7 IPCC, AR6 WGI, Chapter 12, Climate Change Information for Regional Impact and for Risk Assessment, pp. 1767-1925, tab. 12.12, www.ipcc.ch (come citata da A. Pezzoli ne La grande bugia verde).
8 IPCC, AR6 WGI, Summary for Policymakers, 2021, sez. A.3 e fig. SPM.3; per i cicloni tropicali cfr. Technical Summary e cap. 11 dello stesso rapporto.
9 S. B. Goldenberg et al., The Recent Increase in Atlantic Hurricane Activity, «Science», 293, 2001, pp. 474-479; G. A. Vecchi et al., Changes in Atlantic major hurricane frequency since the late-19th century, «Nature Communications», 12, 2021, 4054.
10 EFFIS, European Forest Fire Information System, 2023, effis.jrc.ec.europa.eu.
11 NIFC, National Interagency Fire Center USA, 2023, www.nifc.gov (dati 1 gennaio-8 settembre 2023, confrontati con lo stesso periodo degli anni precedenti).
12 CWFIS, Canadian Wildland Fire Information System, 2023, cwfis.cfs.nrcan.gc.ca (serie 1980-2021).
13 Protezione civile, Le cause degli incendi boschivi, 2001, pp. 39-52 (circa 60%); J. K. Balch et al., Human-started wildfires expand the fire niche across the United States, «PNAS», 114, 11, 2017, pp. 2946-2951 (84%; nel testo originale citato come Bradley, 2017).
14 B. M. Wotton et al., Forest fire occurrence and climate change in Canada, «International Journal of Wildland Fire», 19, 3, 2010, pp. 253-271; N. P. Gillett et al., Detecting the effect of climate change on Canadian forest fires, «Geophysical Research Letters», 31, 18, 2004.
15 D. Paprotny et al., HANZE, «Earth System Science Data», 10, 1, 2018, pp. 565-581; M. L. Clarke, H. M. Rendell, «Land Degradation & Development», 17, 4, 2006, pp. 365-380; M. Mudelsee et al., No upward trends in the occurrence of extreme floods in central Europe, «Nature», 425, 2003, pp. 166-169.
16 M. Bentivenga et al., «Water», 12, 7, 2020; M. Galizzi et al., EGU General Assembly, 4-8 maggio 2020.
Peter Cameron Ellis, 10 ottobre 2026
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