Cronaca

Clamoroso furto al MuMe di Messina: rubate opere di Antonello da Messina

ll colpo nella notte di Ferragosto. I ladri hanno portato via quattro opere, tra cui tre tavole del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta bifronte

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Un furto d’arte clamoroso, proprio nella notte di Ferragosto, scuote Messina. I ladri sono entrati nelle sale del MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare, e sono riusciti a mettere le mani su alcune delle opere più preziose attribuite ad Antonello da Messina, eludendo i sistemi di allarme e le misure di sicurezza. Un colpo evidentemente studiato, sul quale ora sono concentrate le indagini della polizia.

Il bottino iniziale comprendeva tre delle cinque tavole superstiti del celebre Polittico di San Gregorio, datato al 1473, e una piccola tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. Due delle opere sottratte, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero però state successivamente abbandonate dai ladri su un muretto.

Sul posto sono intervenuti gli specialisti della Scientifica, impegnati nei rilievi per capire come i malviventi siano riusciti a entrare nel museo e soprattutto a superare i dispositivi di sicurezza. Il MuMe è rimasto chiuso al pubblico nella giornata del 16 agosto proprio per permettere agli investigatori di lavorare sulla scena del furto.

 Il mistero del colpo

È proprio la dinamica dell’incursione uno degli aspetti che gli investigatori dovranno chiarire. Le opere erano esposte nelle sale del museo e, nel caso della tavoletta bifronte, custodite all’interno di una teca blindata.  Non si tratta inoltre di quadri facilmente trasportabili o arrotolabili: sono opere su tavola, circostanza che rende il furto tutt’altro che improvvisato. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un colpo mirato, eventualmente legato alla possibilità di piazzare le opere attraverso il mercato clandestino dell’arte. Al momento, però, non ci sono elementi per stabilire chi abbia commissionato il furto o quale fosse la destinazione del bottino.

A rendere ancora più singolare la vicenda è il fatto che una parte delle opere sarebbe stata abbandonata poco dopo il furto. Un elemento che potrebbe rivelarsi importante per ricostruire cosa sia accaduto nelle ore successive all’incursione.

“Siamo sconvolti”

La direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha parlato di una perdita gravissima per la città e per il mondo dell’arte: «Siamo sconvolti, è una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte». Le opere sottratte, ha spiegato, erano «due delle più importanti e note» di Antonello da Messina.

Anche il sindaco di Messina, Federico Basile, ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come sottrarre opere di questo valore significhi colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma anche la memoria e l’identità della città. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di «sconcerto e dispiacere» per il furto.

Le opere rubate

Al centro del clamoroso furto c’è il Polittico di San Gregorio, detto anche del Rosario, commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. L’opera era originariamente composta da sei tavole: al centro la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, ai lati i santi Gregorio e Benedetto e, nel registro superiore, l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. Della sesta tavola, quella centrale della cimasa, non rimane invece traccia. I ladri hanno portato via tre delle cinque tavole oggi superstiti, infliggendo un danno gravissimo a uno dei nuclei più importanti della collezione del museo.

È stata sottratta anche la tavoletta bifronte attribuita ad Antonello, che presenta sul fronte la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione e, sul retro, il Cristo in Pietà. Un’opera di piccole dimensioni, ma di grande valore storico e artistico, attribuita ad Antonello nel 2003 e acquistata nello stesso anno dalla Regione Siciliana attraverso Christie’s. Prima dell’acquisto pubblico faceva parte della collezione di Wilhelm Soldan, dove era documentata già dal 1930.

Proprio le dimensioni ridotte fanno pensare a una destinazione originaria per il culto privato, come immagine devozionale destinata alla preghiera personale. Gli studi, sulla base dei confronti stilistici con le opere certe dell’artista, collocano la realizzazione della tavoletta tra il 1465 e il 1474.

 L’ombra dell’“Ecce Homo”

Il furto arriva inoltre in un momento particolare per Antonello da Messina. Negli ultimi mesi l’attenzione sull’artista è tornata fortissima dopo l’acquisto da parte dello Stato dell’ Ecce Homo, opera attribuita ad Antonello, per una cifra di circa 15 milioni di euro.

Leggi anche: 

Secondo Enzo Caruso, assessore alla Cultura del Comune di Messina, proprio questa nuova attenzione potrebbe aver contribuito ad accendere i riflettori sul patrimonio dell’artista: «I riflettori accesi ultimamente con l’acquisto di un’opera di Antonello per 15 milioni di euro sicuramente hanno destato l’interesse di tantissimi ladri d’arte. Inimmaginabile che una cosa del genere possa capitare a Messina».

Adesso resta da capire chi abbia organizzato il colpo, come sia riuscito a eludere i sistemi di sicurezza e, soprattutto, quale fosse il reale obiettivo dei ladri. Il ritrovamento di una parte delle opere potrebbe rappresentare il primo tassello per ricostruire la vicenda.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Lavitola-Ranucci, occhio agli amici - Vignetta del 13/08/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lavitola-Ranucci, occhio agli amici

Vignetta del 13/08/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni