Clamoroso report sugli hotel per migranti: “Miliardi buttati”

In Gran Bretagna miliardi di sterline sperperati per accogliere gli immigrati negli alberghi trasformati in hub. E ora Keir Starmer trema

5.8k 6
starmer migranti

Il sistema di accoglienza per richiedenti asilo del Regno Unito è stato definito “fallimentare” da un nuovo rapporto della Home Affairs Committee della House of Commons, la camera bassa britannica, che denuncia una cattiva gestione contrattuale e una supervisione inadeguata da parte del Home Office. Secondo il documento, miliardi di sterline sarebbero stati sprecati a causa di un modello inefficiente e di risposte “frettolose e caotiche” all’aumento della domanda di alloggi per richiedenti asilo.

Il Comitato parlamentare ha rilevato che le strutture alberghiere, inizialmente pensate come soluzione temporanea, sono diventate la principale forma di accoglienza, con costi crescenti e impatti negativi sulle comunità locali. La spesa per i contratti di accoglienza sarebbe più che triplicata negli ultimi anni, mentre i meccanismi di controllo e penalizzazione dei fornitori non sarebbero stati adeguatamente utilizzati. Nonostante le criticità riscontrate in siti come Napier, Wethersfield e nelle numerose strutture alberghiere impiegate, il Ministero dell’Interno non avrebbe applicato alcuna sanzione per prestazioni scadenti. I costi per i contratti decennali per l’accoglienza dei migranti sono passati da 4,5 miliardi di sterline a 15,3 miliardi. A giugno erano presenti 32.059 migranti ospitati negli hotel, in calo rispetto al picco di 56.042 del 2023. Ma da quando il governo laburista è al potere (il luglio del 2024) il numero degli sbarchi è tornato a salire. E con loro anche i costi. Un portavoce dell’Home Office ha affermato che il governo è “furioso per il numero di migranti illegali in questo Paese e negli hotel”, soluzione che il governo si impegna ad eliminare entro il 2029.

Il rapporto sottolinea come l’assenza di una strategia di lungo periodo abbia portato il governo a una serie di risposte improvvisate, aggravando inefficienze e costi. Le clausole di recesso previste per il 2026 e la scadenza complessiva dei contratti nel 2029 potrebbero offrire un’occasione per ripensare il sistema, ma – avverte il Comitato – senza una visione chiara e una capacità amministrativa rafforzata, gli errori del passato rischiano di ripetersi. Perché il denaro pubblico “dovrebbe essere destinato a sostenere i servizi pubblici, non a depositarsi sui conti delle aziende private” che fanno dell’immigrazione un vero e proprio business.

Nelle conclusioni, la Commissione invita il governo a definire una strategia stabile e sostenibile, in grado di garantire standard adeguati di accoglienza, valore per il denaro pubblico e un migliore equilibrio con le esigenze delle comunità ospitanti. La presidente del Comitato, Dame Karen Bradley, ha sottolineato che il Home Office “ha gestito un sistema fallimentare che è costato ai contribuenti miliardi di sterline”. Secondo Bradley, l’aumento della domanda è stato affrontato con risposte affrettate, senza un’adeguata supervisione dei contratti e con scarso controllo dei costi. “La priorità del governo di ridurre l’uso degli hotel è giusta – ha aggiunto – ma deve essere perseguita con realismo e trasparenza. Promesse irrealizzabili, fatte per compiacere l’opinione pubblica, rischiano di condurre a nuovi fallimenti”. La deputata ha infine esortato il Ministero a “trarre insegnamento dagli errori del passato” e a cogliere l’occasione per porre fine a un sistema definito “caotico, costoso e inefficace”. Solo una riforma strutturale, ha concluso, potrà restituire credibilità e sostenibilità alla politica di accoglienza britannica.

Il rapporto si tratta di una grana per il governo laburista di Keir Starmer, da tempo sotto accusa per la gestione fallimentare del dossier immigrazione. Su Downing Street incombe la figura di Nigel Farage che da tempo fa della lotta agli sbarchi irregolari il suo cavallo di battaglia.

Clicca qui per leggere il rapporto completo.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version