Clamoroso su Garlasco, Il Fatto fa lo scoop: è colpa dei No Vax

Alla Festa del Fatto Quotidiano (regno dei manettari) il dibattito tra Lucarelli, Bruzzone e Corrias. E la tesi è incredibile

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garlasco fatto quotidiano

Domenica 15 settembre si è svolta a Roma, in quel del Circo Massimo, la festa del Fatto Quotidiano, ed essendo quest’ultimo un giornale molto apprezzato dai molti manettari in servizio attivo permanente, non poteva mancare un dibattito, si fa per dire, su uno dei temi del momento: il delitto di Garlasco.

Dibattito “si fa per dire” perché a parlare dal palco vi erano tre colpevolisti, relativamente alla condanna di Alberto Stasi, del calibro di Selvaggia Lucarelli, nel ruolo di conduttrice schierata sulla bontà di tale condanna, Roberta Bruzzone e Pino Corrias. Quest’ultimo, in particolare, è riuscito a dire, in sintesi, che il clima che si è creato intorno al caso, in cui si starebbero enfatizzando eccessivamente gli errori della prima indagine, rappresenta uno dei tanti esempi con i quali l’attuale governo intenderebbe delegittimare la magistratura italiana.

Roberta Bruzzone, di par suo, ha maggiormente focalizzato i suoi interventi su alcuni aspetti a suo avviso rilevanti della nuova indagine, che a suo parere non aggiungerebbero nulla di nuovo alla sentenza passata in giudicato. Sentenza che, sempre a suo dire, poggerebbe su riscontri granitici, tra cui il surreale test della camminata, il quale dimostrerebbe in modo inconfutabile che il racconto di Stasi è quello dell’assassino e non dello scopritore.

Inoltre, ambedue hanno trovato una grande convergenza, sottolineata dalla conduttrice con evidenti gesti di assenso, sull’eccesso di esposizione mediatica che sta riscuotendo la nuova inchiesta: evidentemente questi tre paladini di una informazione corretta è probabile che fino a qualche mese fa, prima che la stessa indagine venisse divulgata h24 dai media, fossero rimasti chiusi in una qualche capiente cassa di limoni. Tant’è che la Bruzzone è arrivata a sostenere che ciò dimostra che la nostra informazione ha raggiunto un “livello putrefattivo”.

Ma, a mio modestissimo parere di dilettante garantista allo sbaraglio, l’apoteosi del “dibattito” è stata raggiunta dalla Lucarelli, la quale ha rinverdito la sua ben nota avversione, ad essere molto buoni, nei riguardi di chi, durante la tragedia democratica del Covid-19 osava esprimere anche solo qualche dubbio, sostenendo che le pere si possano tranquillamente sommare alle mele. Infatti, secondo la sua mente illuminata, coloro i quali oggi si battono per l’innocenza dell’ex ragazzo dagli occhi di ghiaccio, sono gli stessi che nella drammatica vicenda della pandemia contestavano le misure liberticide e i vaccini obbligatori: i famigerati no-vax. No-vax ai quali, all’epoca, in un post sui social la popolare collaboratrice del giornale di Travaglio augurava di incontrare un virus che mangiasse loro in 10 minuti gli organi, riducendo i malcapitati “in poltiglia verdastra”. Ebbene, se tanto mi dà tanto, non osiamo neppure immaginare quale orrendo destino costei, oggi, voglia auspicare ai fautori della non colpevolezza di Stasi.

Resta il fatto che, come accadde durante l’epopea della paura virale, anche nei confronti del numero crescente di scettici che esprimono dubbi sulla condanna di quest’ultimo, attribuendo un nomignolo spregiativo ad una intera categoria di individui, si tende a svilirne in radice ogni loro argomentazione, equiparandoli a terrapiattisti e/o complottisti.

In questo senso la Lucarelli su Garlasco è recidiva, dato che un paio di mesi fa, senza nominarlo direttamente, dette chiaramente del complottista all’ottimo Gianluca Zanella, il quale sul suo canale Youtube sta realizzando un esteso e puntuale lavoro di approfondimento su una vicenda giudiziaria estremamente complessa e piena di buchi investigativi. Il lupo perde il pelo virale, ma il vizio è sempre quello.

Claudio Romiti

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