Ceuta vive ore di forte tensione dopo l’ondata di arrivi dal Marocco. Come riporta Repubblica, la città, che avrebbe dovuto celebrare la festa della Virgen de África, patrona dell’exclave spagnola, si ritrova invece con un centro quasi paralizzato. Le celebrazioni religiose e popolari sono state annullate: niente carri, bancarelle o musica. Anche gran parte delle attività commerciali ha abbassato le serrande, mentre bar e ristoranti sono rimasti chiusi per timore di saccheggi.
Per le strade del centro si muovono gruppi di giovani migranti, quasi tutti uomini, senza denaro e in cerca di cibo. La tensione è palpabile e perfino acquistare un pacchetto di sigarette è diventato complicato. Molti tabaccai hanno deciso di non aprire e davanti ai pochi chioschi rimasti operativi si sono formate lunghe code. «I ragazzi fumano», racconta un residente a Repubblica, spiegando che molti commercianti temono di essere derubati. Nelle hall di alcuni alberghi, un pacchetto di Marlboro viene rivenduto al mercato nero fino a 12 euro.
La situazione resta delicata anche sul fronte dell’ordine pubblico. Nella notte un cittadino marocchino è stato accoltellato al termine di una lite nei pressi della scuola Andres Manjon. La Polizia Nazionale spagnola ha arrestato sabato mattina il presunto autore dell’accoltellamento: secondo quanto riferisce El Faro de Ceuta, l’uomo è stato individuato intorno alle 9:15 sulla spiaggia di Bolera. Alla vista degli agenti, che stavano tentando di identificarlo, ha cercato di fuggire a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento. Durante la perquisizione, i poliziotti hanno trovato un coltello a farfalla, ritenuto l’arma utilizzata nell’aggressione. Il sospettato è stato quindi trasferito nelle celle del Comando Superiore di Polizia, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori sono riusciti a identificarlo anche grazie agli abiti che indossava, gli stessi ripresi durante l’aggressione di venerdì. Un dettaglio che si è rivelato decisivo per collegarlo ai fatti. L’episodio risale a venerdì, quando una violenta lite tra due uomini è degenerata nei pressi della scuola Andrés Manjón. Secondo la ricostruzione riportata da El Faro de Ceuta, uno dei due ha inseguito l’altro e lo ha colpito con una coltellata al collo. La vittima è crollata a terra ed è stata soccorsa inizialmente da alcuni passanti, prima dell’arrivo dei sanitari che l’hanno trasportata all’Ospedale Universitario di Ceuta.
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Anche il centro di accoglienza è ormai al limite della capienza. Nella serata di ieri è stato necessario l’intervento della polizia per impedire a circa cento migranti affamati di fare irruzione nella struttura in cerca di un pasto e di un posto dove dormire. All’esterno della struttura restano oltre 500 migranti in attesa di essere accolti; l’accesso continua a essere consentito soltanto a donne e bambini. Intanto il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha ricordato che sono 48.300 le persone che hanno fatto ritorno «volontariamente», mentre l’emergenza a Ceuta continua a mettere sotto pressione l’intera città.
Le immagini degli scontri sul lato marocchino del confine
Intanto però sale ancora il bilancio della tragedia. I corpi recuperati in mare sono almeno 67, secondo quanto riferito dalla Delegazione del Governo spagnolo nella città autonoma. Sommando le 30 vittime registrate dall’inizio dell’anno, il numero dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto l’exclave spagnola sfiora ormai il centinaio: almeno 97 in sette mesi.
Intanto il governo di Pedro Sánchez ha chiesto a Bruxelles la convocazione urgente dei ministri dell’Interno dell’Ue per definire una risposta comune alla crisi. Nelle stesse ore è iniziata l’installazione di una barriera galleggiante lunga 500 metri davanti al molo del Tarajal, progettata per ostacolare gli attraversamenti a nuoto e affiancata da un dispositivo di sorveglianza della Guardia Civile.
Sanchez è convinto che dietro all’ondata migratoria ci siano “le mafie”. Ma è più facile che la recente sentenza della Corte Suprema abbia convinto i migranti, tutti giovani e nessuno in fuga dalla guerra, ad ottenere accoglienza arrivando a nuoto. Tra i migranti circola infatti la convinzione che il confine con la Spagna possa essere aperto. «Un mio amico mi ha detto di aver saputo dal cugino poliziotto che dalla mattina di giovedì la frontiera con la Spagna sarebbe stata aperta. Allora ci siamo fiondati, per tanti è stato lo stesso passaparola a spingerli a venire», racconta uno di loro a Repubblica.
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