Cronaca

Come censurano i crimini degli immigrati

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Apprendo dai social che in Ucraina cresce la protesta contro Zelensky. Dai social, perché i tiggì e pure il mainstream mediatico hanno altre priorità. Almeno, finché non parta il contrordine. Striscia-la-velina? No, tranquilli, il “pericolo fascista” è solo quello che impedisce ai rossi di comandare. Sì, ma. Il 16 luglio ho guardato attentamente il tiggì delle 13,00. Solite cose: Ucraina, Gaza (“secondo fonti palestinesi”, tanto per cambiare), i dazi di Trump, un giovine napoletano che investe con la motoretta la sua ex, e così via. Mi aspettavo il tennis-in-fundo, ma la sbornia doveva essere finita.

Niente di niente, invece, su quanto segue: il turista americano accoltellato su un treno nel milanese da due o tre nordafricani per la sua collanina d’oro. Proprio questo blog ha riportato immagini di lui accasciato per terra e coperto di sangue mentre supplicava i soccorritori (“Non voglio morire!”; infatti l’avevano pugnalato al collo). Stesso giorno, stazione di Rovigo: una poveretta pestata e stuprata da uno o più maghrebini. Pure qui i delinquenti sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Nessun cenno neanche di  questo  sul tiggì. E allora il sospetto: c’è un ordine di scuderia? Si vuole evitare in Italia quel che sta succedendo in Spagna e in Irlanda, dove la gente comune, esasperata, si è data alla caccia all’immigrato? Come sempre accade quando la giustizia latita.

Vecchia storia: già anni fa, quando frequentavo i corsi obbligatori di “aggiornamento” per giornalisti, la solfa era quella. Cioè, toni morbidi con certi temi e spietati con altri. Insomma, già: le veline del Duce, delle quali chiunque comandi non può fare a meno, a quanto pare. Scivoleremo anche noi nella situazione britannica, quella in cui torme di pakistani hanno potuto violentare impunemente migliaia di ragazzine locali? È da un po’ che, nelle notizie di cronaca nera italica, per conoscere l’etnia dei responsabili di fatti criminali devi scorrere tutto l’articolo, nel quale, quando c’è, è nominata pudicamente proprio in fondo. Quando c’è. E adesso, più in fondo di così si muore, non c’è più nemmeno la notizia.

Anche con gli esecrati femminicidi, se il maschio colpevole è di etnia italica purosangue, eccolo sparato in prima per giorni con enfasi degna di miglior causa. Se invece si tratta di un “seconda generazione”, eccolo indicato come “cittadino italiano”, e solo se si chiama Ahmed ac similia il lettore può sapere da dove proviene. Bene, detto questo, l’intenzione dei distributori di veline è condivisibile, si vuole evitare lo scatenarsi della giustizia fai-da-te e il ricorso popolare alla Legge di Lynch. Solo che, se quando c’è qualcosa da fare non la si fa e per giunta si impedisce a chiunque di farla, subentrano le famose leggi di Carlo Cipolla su eroi, banditi e imbecilli. Esempio televisivo, per restare in ambito: il cittadino deve vederli su Striscia la Notizia i covi di spacciatori (sempre africani)? Brumotti sa dove sono e la polizia no? La polizia ha forse le mani legate, tanto per citare un famoso poliziottesco anni Settanta?

Bene, chi ha preso i voti gliele sleghi. Se non lo fa stia attento, perché molte rivoluzioni sono scoppiate per molto meno. È vero, siamo afflitti da una magistratura che, sul nero, è quella di Garlasco. Sul rosso, è solertissima nel sabotare a colpi di cavilli l’azione di un governo sgradito. Ma un poveraccio che paga le tasse, che può fare oltre a indicare col voto che cosa vuole? Lo stato esiste “ne cives ad arma veniant”, affinché i cittadini evitino di provvedere da sé. Come quel padre che, di recente, ha giustiziato di sua mano l’assassino di suo figlio già fuori di galera. Eggià, come dice l’adagio, “meglio un cattivo processo che un buon funerale”. Temo che stia crescendo il numero di quelli che cominciano a pensarla così, basta dare un occhiata ai social.

Un’ultima cosa: passi per TeleKiev, il nostro governo ha una posizione ufficiale. Ma ce l’ha anche su Gaza? Oppure, sospetto per sospetto, i “poteri forti” hanno deciso che la “questione palestinese” non si chiuda mai, così da autorizzare “interventi umanitari” futuri à la carte?

Rino Cammilleri, 27 luglio 2025

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