Come, scusa? È stato l’Isis a piazzare le bombe contro Mamdani

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caffè avvelenato

Qui al bar ci siamo svegliati con una notizia sorprendente: vicino la residenza di Zohran Mamdani, sindaco di New York islamosocialista, sono stati rinvenuti due ordigni. E due delle persone che la polizia ha arrestato hanno ammesso di aver piazzato le bombe ispirate dall’Isis.

Forse perché Mamdani è un musulmano troppo moderato, ovvero, anomalo: nella Grande Mela risuona il canto del muezzin, ma lui è anche uno sponsor delle istanze Lgbtq+. Il socialismo forse si attaglia all’Islam, ma non a quello radicale: i musulmani integralisti vogliono la teocrazia, i socialisti lo Stato laico – ma si deve comunque decidere cosa fare delle coppie gay. E allora la vicenda newyorchese porta già alla resa dei conti la curiosa alleanza che ha portato Mamdani al potere: uno che è piaciuto perché prometteva tutto gratis e che andava di moda perché è esponente di una minoranza (sempre meno tale). Stesso copione che si vede in Italia da quando va di moda la causa pro Pal: la saldatura tra centri sociali e maranza.

Resta da capire se sia un matrimonio di interesse e chi dei coniugi sia più furbo. Chi, insomma, usi l’altro come un taxi per arrivare al potere. A giudicare dai disegni dei fan dell’Isis per Mamdani, i fanatici religiosi hanno ben chiare le gerarchie.

Il Barista, 9 marzo 2026

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