Con la tregua in Medio Oriente, la sinistra sposta il mirino sul caso Ranucci, trasformando la libertà di stampa in un nuovo terreno di scontro politico.
Da strenui sostenitori della causa palestinese a convinti paladini della libertà di stampa. Preso atto della sopravvenuta tregua sul fronte mediorientale, le sinistre d’opposizione non perdono tempo e si gettano a capofitto sulla strumentalizzazione politica del caso Ranucci.
In assenza di valide idee, programmi seri e proposte concrete, l’allegra armata campolarghista sceglie ancora una volta la via della contestazione politica in evidente funzione antigovernativa.
Se fino a ieri, infatti, esponenti e leader d’opposizione erano soliti gremire le piazze delle principali città italiane ufficialmente per sostenere la causa Pro Pal, oggi, complice la ratifica dell’accordo di pace tra Israele e Hamas, volgono convintamente le loro attenzioni sul tema della libertà di stampa, tornato di strettissima attualità dopo il recente attentato ai danni del conduttore Rai Sigfrido Ranucci.
Il motivo, in entrambi i casi, è alquanto chiaro, e prescinde totalmente dalla tanto decantata promozione di istanze liberali o pacifiste. Non potendo contrastare il manifesto strapotere della coalizione di governo sul piano politico ed elettorale il cartello campolarghista tende sistematicamente a sposare la soluzione dello scontro nel disperato tentativo di trarre in qualche modo vantaggio da situazioni di disordine.
Che si tratti di difendere il diritto ad esistere dello stato palestinese o la sicurezza dei giornalisti d’inchiesta in Italia fa poca differenza. L’obiettivo delle sinistre è sempre e comunque il medesimo: destabilizzare.
Si alimenta da più parti il caos e si avvelena fino all’inverosimile il clima nel Paese per mere esigenze di lucro politico. Nulla che attenga davvero alla tutela delle istanze palestinesi o al sostegno della stampa libera.
Ciò che davvero conta per le forze politiche di sinistra radicale è individuare il giusto pretesto per dare addosso all’esecutivo in carica, imputando ad esso responsabilità, mancanze o colpe anche del tutto inesistenti. Che poi il pretesto in questione si chiami Palestina o Sigfrido Ranucci importa veramente poco.
Salvatore di Bartolo, 24 ottobre 2025
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