
È fallito sul nascere il tentativo della conduttrice Mediaset Bianca Berlinguer di riciclare Enzino Iacchetti come opinionista politico. Neppure il tempo di inaugurare la nuova stagione di “È sempre Cartabianca”, che già il noto storico conduttore di Striscia la notizia incappa in una serata a dir poco disastrosa. Passino pure in secondo piano le numerose gaffe del comico, il quale, dimostra di conoscere poco o nulla della questione israelo-palestinese (a quanto pare, neppure l’anno, o meglio, il secolo in cui fu proclamato lo Stato di Israele). A ciò, si aggiunge, inoltre, la scarsa tolleranza dimostrata in più occasioni dal comico, il quale, si irrita facilmente dopo ogni affermazione sgradita, tende (per sua stessa ammissione) a rifiutare a priori ogni forma di contraddittorio, e minaccia persino di abbandonare lo studio a causa della presenza di un ospite indesiderato (il presidente della Federazione amici di Israele, Eyal Mizrahi).
Ma, il meglio di sé, Iacchetti lo offre dinanzi a una palese provocazione lanciata dal suo scaltro interlocutore, il quale, dopo essere stato tacciato con prepotenza dal conduttore di Striscia, lo apostrofa prontamente come “fascista”. E Iacchetti, del tutto impreparato ad affrontare il dibattito, tanto da un punto di vista tecnico quanto sul piano emotivo, dà immediatamente ragione alla controparte. Prima esordisce con una lunga lista di “complimenti” per nulla gratificanti, poi minaccia di passare direttamente all’azione, manifestando senza mezzi termini il desiderio di voler prendere a pugni l’interlocutore indigesto.
Infine, qualche ora dopo l’incresciosa performance televisiva, a mente fredda, il comico, evidentemente non ancora pago, dai suoi profili social rincara ulteriormente la dose: “Avevo davanti un essere impossibile, provocatore, bugiardo, ignorante, e quindi, se dovessi ritornare a fare Cartabianca stasera, direi esattamente in quel modo tutte le parole che ho detto, dalla prima all’ultima”. Il consiglio (non richiesto) di chi scrive, conduce invece verso un’altra direzione: dopo una prestazione cotanto imbarazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe forse il caso che il buon Iacchetti prendesse in seria considerazione l’idea di lasciar perdere definitivamente Cartabianca e l’analisi politica, e tornasse ad occuparsi a tempo pieno di gag, veline e Gabibbi.
Salvatore Di Bartolo, 18 settembre 2025
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