Qui al bar eravamo rimasti che bisognava procurarsi elmetto, mimetica e fucile. O che, come ha detto qualche giorno fa il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ci si doveva preparare a una guerra “come quelle di cui hanno fatto esperienza i nostri nonnI”. In men che non si dica, però, sembra essere partito il contrordine: la Russia non vuole davvero attaccarci. La giravolta è di Boris Pistorius, il ministro della Difesa tedesco: a Die Zeit, l’esponente socialdemocratico ha detto che “Putin non intende scatenare una guerra mondiale su vasta scala contro la Nato”. Ma guarda. Pistorius non era lo stesso che, un mese fa, affermava il contrario? L’estate del 2025, aveva detto, potrebbe essere “l’ultima di pace” per l’Europa. Roba da toccare tutto il ferro toccabile qui dentro al bar. Cosa sarà successo, in un mese, perché l’allarme sulle mire espansionistiche dello zar, peraltro lanciato la prima volta proprio dall’intelligence tedesca, venisse ridimensionato? A Berlino avranno capito che alla gente non va molto giù questa retorica incendiaria? La guerra di Putin serve a giustificare il riarmo, oppure il riarmo serve perché arriverà la guerra di Putin? E come mai il riarmo si fa lo stesso, anche se Putin non vuole farci la guerra? Buon Natale a tutti gli amici del bar. Che ne pensa Pistorius? Sarà l’ultimo Natale di pace?
Il Barista, 24 dicembre 2025
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