Cosa non torna nell’inchiesta sull’edilizia a Milano

Anche il sindaco Sala tra gli indagati. Il Paese sta diventando semplicemente ingovernabile

7k 12
giancarlo tancredi, stefano boeri, giuseppe sala

È semplicemente incredibile quello che sta avvenendo a Milano. I fatti sono ormai noti: l’ultima indagine sull’urbanistica lanciata ieri dalla procura ha portato alla richiesta di arresti domiciliari per sei indagati, tra cui l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi, con le accuse di concorso in corruzione, falso e induzione indebita. I magistrati Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici hanno chiesto per Tancredi gli arresti domiciliari, sostenendo che avrebbe favorito determinati operatori del settore immobiliare durante il suo incarico come dirigente comunale e successivamente come assessore alla Rigenerazione urbana.

La richiesta di misura cautelare è stata avanzata anche nei confronti di Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima, società attiva nel settore immobiliare. Catella ha dichiarato che trasparenza e legalità rappresentano valori fondamentali per il suo gruppo, e che intende chiarire la propria posizione.

Tra gli altri destinatari delle richieste figurano Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio, Alessandro Scandurra, anche lui membro della Commissione, Andrea Bezziccheri, imprenditore immobiliare di Bluestone, e Federico Pella, socio della società di ingegneria J+S. Secondo la Procura, il fenomeno investigato sarebbe legato a un’estensione edilizia non sufficientemente controllata e avrebbe avuto un impatto rilevante sullo sviluppo urbanistico di Milano. Secondo il Corriere della Sera, anche il sindaco Beppe Sala sarebbe indagato per due ipotesi di reato: false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Leggi anche:

Nel mirino dei pm l’espansione edilizia incontrollata. Ma Milano ha cambiato volto negli ultimi anni proprio grazie ai piani predisposti dai precedenti sindaci. Non da Beppe Sala, nemmeno operazioni più ridotte. Il motivo? L’interpretazione delle norme da parte della magistratura sulla rigenerazione dell’urbanizzazione. Poco importa che la città abbia attirato miliardari da tutto il mondo. Via a inchieste e arresti. E attenzione: senza le nuove norme del ministro Carlo Nordio, che prevedono un filtro ulteriore all’arresto disposto dai magistrati, probabilmente sarebbero tutti in galera. Oltre a distruggere completamente lo sviluppo immobiliare ed edilizio della città, il Paese sta diventando semplicemente ingovernabile.

E attenzione, perché nell’inchiesta c’è qualcosa che non torna. Come evidenziato dal Foglio, i pm devono avere qualcosa in più tra le mani, perché altrimenti sarebbe complicato giustificare certe mosse. Basti pensare alla contestazione all’assessore Tancredi di aver condizionato le valutazioni della Commissione per il paesaggio senza indicare il benché minimo indizio di questo condizionamento: non ci sono atti, intercettazioni o altro. Ma non solo. Rappresenta un giallo anche l’accusa all’assessore incaricato della Rigenerazione urbana di aver avuto rapporti con il presidente della Commissione paesaggio e con questi aver ricevuto i rappresentanti dei gruppi privati che intendevano investire nella costruzione delle opere. Ma chi avrebbe dovuto farlo se non lui?

L’impianto accusatorio sviluppato dalla Procura di Milano si fonda su un elemento centrale: Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra, rispettivamente presidente e membro della Commissione paesaggio, non avrebbero dichiarato situazioni di potenziale conflitto di interessi con soggetti privati. In particolare, entrambi, in qualità di architetti, avrebbero ricevuto compensi per prestazioni professionali da soggetti coinvolti in pratiche edilizie poi valutate dalla Commissione, senza astenersi dalle relative decisioni.

A partire da questa condotta, che potrebbe configurare il reato di falso in atto pubblico, i magistrati ipotizzano che le somme percepite siano riconducibili a episodi di corruzione. Una ricostruzione che non appare priva di criticità, anche alla luce del fatto che gli inquirenti non mettono in discussione l’effettiva esecuzione delle prestazioni professionali. Nell’ordinanza, i pubblici ministeri contestano ripetuti episodi di corruzione a Marinoni e Scandurra con la seguente formulazione: “Perché quale pubblico ufficiale presidente/membro della Commissione per il paesaggio riceveva dalla società (…) somme di denaro pari a euro (…) a fronte dell’emissione di fatture per prestazioni professionali, in tal modo venendo illecitamente remunerato per le funzioni di pubblico ufficiale, esercitate in violazione dei doveri di ufficio previsti dalla legge e dai regolamenti”. L’ipotesi è che, pur trattandosi formalmente di prestazioni professionali, i pagamenti abbiano avuto la funzione di compensare attività svolte in qualità di pubblici ufficiali.

Per quanto riguarda l’assessore Tancredi, la contestazione di corruzione si basa sull’ipotesi che fosse a conoscenza del conflitto di interessi in capo a Marinoni. Anche in questo caso, l’accusa avanzata è oggetto di discussione, dato che potrebbe configurarsi, semmai, una responsabilità per “concorso in conflitto di interessi”. Secondo i pm, Tancredi avrebbe incontrato gli investitori nei propri uffici insieme a Marinoni e partecipato alle trattative su progetti edilizi. Tuttavia, trattandosi dell’assessore alla Rigenerazione urbana, appare plausibile che intrattenesse rapporti sia con il presidente della Commissione paesaggio sia con i rappresentanti delle società interessate a investire in città.

Nell’inchiesta compaiono anche stralci di intercettazioni. In una, Marinoni parla di un “pgt ombra”; in un’altra afferma: “Se riuscissimo a concludere anche solo metà dei lavori che abbiamo avviato in questi sei mesi avremmo lavori per il prossimo lustro… ahah”. La rilevanza penale di queste affermazioni, isolate dal contesto, resta da verificare. In alcune conversazioni, evidenziano i pm in una nota, “emerge inoltre che il sindaco Sala e il direttore generale Malangone condividono e appoggiano le strategie di Marinoni e delle società coinvolte”. Resta da capire se e come questi elementi porteranno a ulteriori sviluppi investigativi.

Franco Lodige, 17 luglio 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version