Così ci faranno diventare No vax

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Se non fosse che io abbia – o, almeno, così spero e reputo – la testa ancora sulle spalle e il cervello ancora dentro la testa, potrei tranquillamente essere un No vax.

In ordine d’importanza, il primo che, se non in me magari in qualcun altro, potrebbe indurre quella convinzione è il Papa. Quello che, ad esempio, «vaccinarsi è un dovere morale», col neo presidente americano – diventato tale grazie a presunti brogli sui quali la magistratura americana si sarebbe astenuta dall’indagare – che gli fa da pappagallo. Il meno importante di tutti, è il debole Mario Draghi, l’esempio vivente del tipo che, anziché tacere e lasciare tutti col dubbio di essere al cospetto di un genio, preferisce parlare e togliere ogni dubbio. Quello che, dopo averci riflettuto a lungo – e pensate se non ci avesse riflettuto – ha decretato che gli operatori sanitari hanno l’obbligo di vaccinarsi, pena il divieto di lavorare.

Perché l’obbligo vaccinale?

Sarò mentalmente deformato, ma a me piace la logica nelle cose. Perché mai medici e infermieri dovrebbero avere l’obbligo di vaccinarsi? Non riesco a trovare altra ragione che questa: essi – a differenza di tutte le altre professioni, arti e mestieri, tipo, faccio per dire, insegnanti o magistrati, che sono stati o pretendevano di essere vaccinati prima – non possono mantenere le distanze. Anzi: devono toccare i loro “clienti”. Senonché il decreto di Draghi nulla prevede in proposito per barbieri, parrucchieri, onicologi, estetiste e massaggiatori; anzi, li esclude esplicitamente.

Devo precisare di essere vaccinato per tutto il vaccinabile, dalla A (come epatite) alla Z (come Zoster herpes), e non da ieri ma dal primo giorno che i suddetti vaccini si resero disponibili al commercio. E ho vaccinato mia figlia contro l’ordinaria influenza stagionale tutti gli anni fin da quando aveva 2 anni. Infine, mi sono prenotato per ricevere, giorno 1 giugno, la prima dose d’Astra-Zeneca. Considero i No vax degli scioccherelli, perché col fastidio di uno shot–e–via sarebbero protetti dal fastidio, molto più grande, di ammalarsi e, soprattutto, di dover assumere farmaci molto più rischiosi, per guarire o per alleviare sintomi e complicazioni. Ci voleva un Papa per promuovere il difetto di stupidità a precetto morale: Francesco, sei un genio! Con un colpo solo hai decuplicato i proseliti No vax.

Tornando a Draghi il debole: senza bisogno di decretare imbarazzanti obblighi ad accettare inoculazioni sgradite, sarebbe bastato di: 1) obbligare chiunque che per lavoro deve toccare qualcun altro, informare il proprio paziente/cliente di non essere vaccinato se tale è la propria condizione, e lasciare la scelta al paziente/cliente – tipicamente un adulto pensante – se farsi toccare o meno; 2) chiarire che il non vaccinato, ove infetti qualcuno, deve pagarne i danni. Ma questa mentalità – ognuno sia poliziotto di sé stesso! – mal si sposa con quella illiberale, eccessivamente diffusa in un Paese con troppi ottusi fascisti e troppi comunisti invidiosi che anelano ad uno Stato-chioccia, essendo tutti gli altri – a lor dire – sudditi col cervello delle galline.

Franco Battaglia, 14 aprile 2021

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