Cospito, gli anarchici non si fermano: rivendicato un ordigno

La rivendicazione è avvenuta dal movimento Gruppo di Solidarietà Rivoluzionaria, in segno di solidarietà a Cospito

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Mentre la cronaca nazionale è rimasta ferma all’allarme “fascismo”, dopo le violenze avvenute a Firenze tra sei giovanissimi di Azione Universitaria e due esponenti dei collettivi di sinistra, il clima da Anni di Piombo sembra essere portato avanti da altre correnti, quelle anarchiche, ovvero quelle strettamente collegate al terrorista Alfredo Cospito, da settimane al centro di una fortissima polemica relativa alla revoca o meno del regime 41-bis.

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Ieri sera, è arrivata la decisione definitiva della Corte di Cassazione, dopo che il guardasigilli Nordio aveva bocciato qualsiasi voce relativa ad un eventuale trasferimento dell’anarchico, causa le sue precarie condizioni di salute. Come già ribadito ieri su nicolaporro.it, “le autorità ritengono infatti che da dietro le sbarre, soprattutto grazie agli scritti che inviava all’esterno, riuscisse a ispirare e guidare le attività delle cellule della Federazione anarchica informale–Fronte rivoluzionario internazionale (Fai-Fri)”. .

All’esterno del carcere duro, comunque, continua il tentativo dei gruppo anarchici di intavolare una vera e propria lotta con lo Stato italiano. Poche ore fa, infatti, un movimento legato al mondo anarchico ha rivendicato, via social, la bomba artigianale rinvenuta giovedì scorso da un passante fuori dal Palazzo di Giustizia di Pisa. Un’azione di solidarietà per Alfredo Cospito, succedutasi dagli attentati alle ambasciate italiane di qualche settimana fa, nonché dalle minacce di morte nei confronti di un manager, con tanto di lettera e proiettile.

Come riportato da numerose agenzie, l’ordigno inesploso è rimasto depositato presso il palazzo per oltre 24 ore, con le “telecamere di sicurezza che hanno registrato la presenza di due individui la notte tra martedì e mercoledì che posizionavano il congegno rudimentale, cercando di farlo esplodere prima di darsi alla fuga”, specifica l’Ansa.

Come riportato dalla rivendicazione, invece, “la notte del 21 febbrai abbiamo collocato un ordigno esplosivo nella porta di servizio del Tribunale di Pisa. Non sappiamo se la deflagrazione sia avvenuta, ma ci teniamo a sottolineare che quest’azione assume un’importanza non da poco: abbiamo dimostrato che è possibile avvicinarsi ai palazzi del potere e colpire“. Ancora una volta, le carte sono siglate dal “Gruppo di Solidarietà Rivoluzionaria – Consegne a domicilio Fai/Fri”, accompagnate da un testo sulla nascita della Federazione anarchica informale. Proseguono comunque le indagini della Questura di Pisa.

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