L’Europa non deve rincorrere Stati Uniti o Cina sul terreno dell’Intelligenza Artificiale, ma deve piuttosto costruire una propria via per puntare alla sovranità tecnologica. All’edizione 2025 della Ripartenza di Bari il tema di strettissima attualità è stato affrontato da Uljan Sharka, ceo e fondatore di Domyn, azienda italiana specializzata nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale responsabile per mercati regolamentati. Ai microfoni di Nicolaporro.it, il giovane visionario ha spiegato l’approccio con cui da anni si occupa dell’argomento.
“Noi lavoriamo dal 2016 per costruire un’intelligenza artificiale made in Italy, che ora sta diventando un punto di riferimento anche in Europa e che punta a costruire un marchio della fiducia intorno all’IA. Proprio nei giorni scorsi è stato rilasciato il codice di condotta dell’intelligenza artificiale della Commissione Europea, di cui noi siamo stati attivi membri. Abbiamo partecipato alla sua costruzione e posso dire con fiducia che l’intelligenza artificiale sovrana non solo è un’opportunità per l’Europa, per elevare le sue industrie in modo responsabile, preservando i posti di lavoro, ma è anche un manuale che secondo noi diventerà un punto di riferimento per tutto il mondo, perché l’IA sovrana mette al centro la persona e non la tecnologia”, ha dichiarato Sharka.
Un concetto ribadito con forza, anche rispetto alle sfide globali. Se in Europa si discute di regole e limiti etici, altrove – come la Cina – si procede infatti con modelli che ignorano certi paletti e che puntano unicamente a massimizzare il risultato in termini di mercato. Per Sharka, tuttavia, il quadro normativo non deve diventare un freno ma una guida necessaria per un’innovazione sicura.
“Stiamo vivendo una distorsione di realtà, perché l’IA viene dipinta come un’auto che vola quando in realtà è un’auto elettrica con capacità limitata. Questo rumore fa sì che le persone vengano terrorizzate dall’introduzione di questa tecnologia, che in realtà è un’enorme opportunità per creare prodotti più intelligenti e chiudere il divario delle competenze digitali, a causa del quale milioni di lavoratori sono lasciati indietro. Quindi queste regole non sono un limite o un freno all’innovazione, ma sono un modo per rendere trasparente l’applicazione della tecnologia”, ha affermato al riguardo l’imprenditore.
Alla base di questa visione, ci sono tre principi cardine che per Sharka devono guidare l’uso dell’intelligenza artificiale: “Parliamo di tre principi fondamentali: non violare i diritti umani quando implementiamo queste tecnologie su larga scala, non creare rischio sistemico, perché se inseriamo questi agenti di intelligenza artificiale in sistemi decisionali che impattano sulla vita dei cittadini abbiamo rischi importanti, e infine non costruire armi”.
Per Domyn, un elemento fondamentale di crescita è la recente partnership strategica con Nvidia, colosso californiano leader mondiale nello sviluppo tecnologico di ultima generazione. Nvidia, di fatto, fornisce l’infrastruttura hardware su cui si basano la maggior parte delle soluzioni di IA avanzata nel mondo. “Per noi la partnership con Nvidia è la conferma della nostra leadership in Italia e in Europa. Siamo ovviamente onorati di poter mandare avanti insieme a loro una roadmap di implementazione dell’intelligenza artificiale europea, in base alla quale sovranità significa innovazione, ma significa anche possibilità di controllare questa tecnologia per permetterne un uso più affidabile nei contesti critici”, ha affermato Sharka. “Questa – ha concluso – non è una competizione con gli Stati Uniti o con la Cina, ma è semplicemente un approccio di costruzione basato sulla fiducia in cui diventa fondamentale avere il controllo dell’IA dalla parte di software fino all’hardware”.
Ma Nvidia non è l’unico partner per l’azienda fondata dal giovane visionario. “Stiamo lavorando solo con Nvidia, ma anche con partner come Microsoft perché crediamo che l’Europa non debba competere per creare delle tecnologie migliori degli Stati Uniti, ma debba invece trovare gli spazi in cui c’è modo di contribuire per costruire un marchio di intelligenza artificiale europea e creare quindi un mondo in cui tutti contribuiscono con il loro punto di forza. Per l’Europa significa creare un’IA di cui ti puoi fidare, partendo dall’applicazione nei settori critici, negli ambiti industriali. Mentre gli Stati Uniti partono sempre dal mondo consumer, che ha delle logiche diverse”.
Marco Leardi, 25 luglio 2025
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