Covid e smart working: ecco cosa cambia

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Per le pubbliche amministrazioni il 2022 inizia all’insegna di un intelligente e flessibile utilizzo del lavoro agile. Intelligenza e flessibilità sono, appunto, i termini utilizzati dal Governo per descrivere le modalità attraverso cui la Pubblica Amministrazione è tenuta a regolare lo svolgimento della prestazione lavorativa dei propri addetti.

Prudenza ed efficienza nella Pa

Nonostante la terminologia impiegata possa apparire generica, s’intuisce chiaramente il messaggio che il Governo ha voluto trasmettere: serve prudenza. Una prudenza che, tuttavia, non deve mai perdere il passo con l’efficienza. Infatti, sebbene in astratto sia facile concepire un apparato amministrativo efficiente e, al contempo, sicuro per i suoi stessi operatori, nel concreto ci si scontra con l’impossibilità di garantire, sempre e in automatico, un luogo di lavoro efficiente e protetto dal contagio.

Serve un manager aziendale

Per questo motivo i termini in apparenza vaghi con cui si è espresso il Governo sono quanto mai coerenti con il periodo. Per cercare di gestire, allora, il binomio efficienza-sicurezza è necessario ridisegnare la figura del manager aziendale: il quale ricoprirà la funzione ulteriore di mobility manager, ossia un soggetto che incaricato di gestire gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, programmandone lo smart working con una rotazione settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità del personale, e modulandolo, come necessario in questo particolare momento, sulla base dell’andamento dei contagi e sulle necessità di ogni singolo ufficio.

Lo smart working nel privato

Per quanto riguarda, invece, il lavoro agile nel settore privato il Governo ha scelto di continuare lungo il solco tracciato nel 2020 e seguito durante tutto il 2021. In questo biennio, infatti, si nota come gli interventi del legislatore siano stati indirizzati verso un più semplice e comodo utilizzo dello smart working. I protocolli sottoscritti nel marzo e aprile 2020 e aggiornati nell’aprile 2021, nonché la legge n. 77/2020, sono tutti interventi diretti a concedere la possibilità di ricorrere al lavoro agile con modalità semplificate.

È stata prevista, difatti, la possibilità di lavorare a distanza senza l’accordo individuale tra azienda e singolo dipendente e con notifica telematica e massiva al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Tale modalità di esecuzione della prestazione è stata prorogata, per ora, sino al 31 marzo 2022 (attraverso il decreto-legge n. 221/2021).

Quindi, in sintesi, nel privato la modalità di lavoro agile può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali e gli obblighi d’informativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro possono essere assolti in via telematica.      

In questo contesto, oltre alla già avvenuta semplificazione della normativa, il Governo suggerisce l’utilizzo del mobility manager, il quale potrà fornire per ogni azienda una razionale pianificazione dell’organizzazione del lavoro tutelando, da un lato, la sicurezza dei lavoratori e, dall’altro, la qualità del servizio reso.

Gabriele Favam 18 gennaio 2022

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