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Covid nelle urne: Mattarella rilancia l’ossessione virale

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Nel discorsetto con cui il presidente Sergio Mattarella ha annunciato l’inevitabile scioglimento delle Camere, non poteva mancare un preciso richiamo alla pandemia infinita, così da servire un comodo assist a chi su tale pandemia ha realizzato una spregiudicata speculazione politica.

Nell’elenco delle emergenze citate dal Capo dello Stato, su cui egli ha auspicato che, pure all’interno dei toni aspri di una campagna elettorale, “vi sia, da parte di tutti, un contributo costruttivo nell’interesse superiore dell’Italia”, egli ha voluto inserire prepotentemente il tema dell’emergenza virale. Secondo l’inquilino del Quirinale, oltre alle questioni nodali legate agli “interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione” e “all’attuazione nei tempi concordati del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, cui sono condizionati i necessari e consistenti fondi europei di sostegno”, non può essere assolutamente “ignorato il dovere di proseguire nell’azione di contrasto alla pandemia, che si manifesta tuttora pericolosamente diffusa.

Tutto ciò, traducendolo nella lingua di noi comuni mortali, significa che il nostro supremo garante della Costituzione, almeno sulla carta, ritiene che ancora oggi i rischi che il Paese corre a causa di un virus sempre meno aggressivo e che determina un conteggio assolutamente falsato dei decessi e dei ricoveri, in gran parte di soggetti semplicemente positivi al tampone, siano paragonabili a quelli economici e finanziari di un sistema che viaggia sempre più pericolosamente sull’orlo del baratro.

Rischi di una crisi del nostro colossale debito pubblico, ovvero della sua sostenibilità, che proprio la folle gestione di contrasto ad una pandemia presentata più letale di una pestilenza, ha grandemente contribuito ad aumentare, paralizzando in gran parte quasi ogni forma di attività economica. E da questo punto di vista, ritrovare la stessa ossessione virale nella arroventata campagna elettorale che si prospetta, così come auspica Mattarella, rappresenterebbe l’ennesimo atto autolesionistico di un Paese alla frutta.

Claudio Romiti, 23 luglio 2022