Crans Montana, il governo durissimo: “Ambasciatore rientra solo se collaborano”

Tensione Italia-Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti. Gian Lorenzo Cornado non tornerà subito a Berna

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crans montana meloni

Questo pomeriggio la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Palazzo Chigi l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Il diplomatico è stato richiamato a Roma in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti, uno degli indagati principali per la tragedia di Crans-Montana, avvenuta la notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Il provvedimento è stato adottato in accordo con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

La decisione del Tribunale di Sion e le richieste italiane

La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation dove si è verificato l’incendio, è stata approvata dal Tribunale delle Misure Coercitive di Sion. Moretti ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo il pagamento di una cauzione di 200.000 franchi svizzeri. Durante l’incontro a Palazzo Chigi, è stato deciso che il ritorno dell’ambasciatore Cornado a Berna sarà condizionato all’immediata collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e svizzere. In particolare, l’Italia chiede la costituzione di una squadra investigativa comune per identificare i responsabili della tragedia che ha causato la morte di sei ragazzi italiani.

Il governo italiano chiede giustizia

Alla riunione erano presenti, oltre alla premier Meloni e al ministro Tajani, anche Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato, e Gabriella Palmieri Sandulli, avvocato generale dello Stato. Durante l’incontro è stato enfatizzato che il governo italiano pretende che tutte le persone coinvolte nella vicenda, dai proprietari del locale ai funzionari responsabili dei controlli, siano sottoposte a un processo regolato e veloce. Questa posizione mira a ottenere giustizia per le famiglie delle vittime e dei feriti.

Le criticità nelle relazioni italo-svizzere

La decisione delle autorità svizzere di concedere gli arresti domiciliari a Moretti è stata definita un “oltraggio” da parte della presidente del Consiglio. Tale provvedimento ha generato una forte reazione da parte italiana, che ha aumentato la pressione diplomatica per una collaborazione più stretta nelle indagini. Il governo italiano ha segnalato che ulteriori ritardi o mancanze da parte delle autorità svizzere potrebbero portare a una crisi nelle relazioni bilaterali. Per questo, fa sapere Palazzo Chigi in una nota, “è stato deciso di subordinare il rientro in Svizzera dell’Ambasciatore all’avvio di un’effettiva collaborazione tra le Autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune affinché vengano accertate, senza ulteriori ritardi”.

Le famiglie delle vittime in attesa di giustizia

L’incendio che ha distrutto il locale Le Constellation durante i festeggiamenti di Capodanno ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana. La tragedia ha provocato sei vittime, tutte giovani Italiani, e ha sollevato interrogativi sulle misure di sicurezza e sui controlli effettuati nel locale. Le famiglie delle vittime chiedono spiegazioni su quanto accaduto e si aspettano risposte tempestive da parte delle autorità competenti.

Pressione per accelerare le indagini

Il governo italiano ha ribadito che non accetterà ulteriori ritardi nel processo investigativo e richiede che tutte le forze coinvolte lavorino per chiarire le responsabilità. La costituzione di una squadra comune italo-svizzera rappresenta un passo fondamentale per individuare eventuali negligenze e ottenere giustizia per le vite spezzate nella tragedia di Crans-Montana.

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