
Sembra quasi lo strano caso del dottor Paolo e di Mr. Bernasconi, ex magistrato svizzero che ci pare essere riuscito nell’incredibile miracolo di dire tutto e il suo contrario nel giro di pochi giorni. Non siamo soliti fare la moviola di Quarta Repubblica o di 10minuti. Ne abbiamo passate e sentite tante, figuratevi se possiamo scandalizzarci. Però, visto che sui giornali svizzeri la questione sta un po’ montando come la panna montata, ci sembra doveroso chiedere sommessamente all’ex procuratore di Lugano quale delle sue versioni dobbiamo considerare di qui in avanti: quella del dottor Jekyll o l’altra di Mr. Hyde?
Breve riassunto. Al sito Tio.ch, Bernasconi ha detto che ieri sera – dopo un duro scontro dialettico col direttore Tommaso Cerno sulle modalità con cui la procura di Sion sta conducendo le indagini – non gli sarebbe stata data più la parola perché altrimenti “avrei guastato la loro festa”, ovvero quella di “una trasmissione a senso unico” e colpevolista contro i Moretti o la Svizzera. “Ho capito subito dove volessero andare a parare. Volevano una sentenza da parte mia – ha aggiunto – non un commento al loro servizio. Le sentenze le fanno i tribunali. Volevo che si differenziasse bene quali sono i ruoli in gioco”.
Libero di dire ciò che vuole. Ma anche noi liberi di fargli notare che qualche giorno fa – ospite a 10minuti meno di una settimana prima, ovvero martedì scorso – era stato lo stesso Bernasconi a scagliarsi duramente contro la procura svizzera e gli indagati. Di più: colui che non vuole emettere anzitempo un verdetto su Crans, e che peraltro nessuno gli ha mai chiesto, nella trasmissione 10minuti aveva sputato sentenze mostruose, che non ci saremmo mai aspettati. Guardate il video qui sotto.
Sintetizziamo: secondo Bernasconi, sulla tragedia di Crans “c’è una catena di omissioni da addebitare manifestamente ai gestori, alle autorità comunali, al perito del comune, alla compagnia di assicurazione”. E ancora: “Il cantone vallese ha avuto speculazione edilizia e fallimenti” e poi “i membri del municipio si devono dimettere… sono stupito che il sindaco tenga una conferenza stampa”. Infine la proposta: si istituisca “un fondo che risarcisca immediatamente per torto morale alle famiglie senza aspettare tre anni”.
Poi però, dopo pochi giorni, lo stesso magistrato viene a Quarta Repubblica, fa il professore sulle opinioni degli ospiti e si indigna per la nostra supposta trappola. Guardate bene questo video qui sotto.
Sintetizziamo, anche in questo caso, nella parte che ci interessa. L’ex magistrato sostiene che sono i tribunali, e non i media, a emettere le sentenze, che le vittime devono chiedere risposte “alla giustizia” e non “alle interpretazioni di persone che passano”. Di più: secondo il nostro, “chi parla oggi deve essere soltanto la magistratura” e “chi deve fare commenti” sono solo le toghe “con il concorso degli avvocati che esercitano il loro mandato”, senza cadere nel gioco “anti-giudiziario” di “fornire già la sentenza”.
Benissimo. Ma visto che non ci sembra che il dott. Paolo Bernasconi sia titolare dell’indagine sulla strage di Crans-Montana, se applicassimo il suo principio fino in fondo allora forse neppure lui avrebbe dovuto affermare ciò che ha affermato durante la precedente puntata di 10minuti. Cosa gli è successo? Chi o che cosa gli ha fatto cambiare idea? E soprattutto: qual è il Bernasconi vero? Quello che voleva tutti responsabili, tutti dimessi, che descriveva il cantone del Vallese come fallimentare, che azzardava la sentenza inappellabile di torto morale e proponeva alla Svizzera di pagare con un fondo ancora prima che il processo si apra; oppure quello che pochi giorni dopo tiene una lezioncina sulla postura giustizialista di due ospiti di Quarta Repubblica?
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).