Esteri

Crimini, violazioni, torture. Il curriculum choc di Maduro

La lista delle azioni messe in campo dall'ormai ex presidente venezuelano in questi anni al potere

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Utile Vademecum per orfanelli e vedovelle già in gramaglie per il loro leader “muy popular”. Il governo di Nicolás Maduro è oggetto di indagini internazionali per una strategia sistematica volta a silenziare l’opposizione. Dal 2021, il Venezuela è il primo paese bella storia dell’America Latina sotto indagine formale da parte della Procura della Corte Penale Internazionale (CPI).

2013 – 2014: L’inizio della repressione delle proteste (La Salida), in risposta alle manifestazioni guidate da Leopoldo López, il governo ha utilizzato forza letale. L’ONU ha documentato l’uso di armi da fuoco contro manifestanti disarmati.

​Crimini documentati: Tortura fisica e psicologica sui detenuti per estorcere confessioni.
​Fonte: Rapporto ONU FFMV (2020); Human Rights Watch “Punished for Protesting”.

2015 – 2017: Letalità poliziesca e crisi dei poteri.
​Operazione Liberazione del Popolo (OLP): Lanciata come iniziativa anti-crimine, si è trasformata in una serie di esecuzioni extragiudiziali nei quartieri poveri. Tra il 2015 e il 2017 sono stati registrati oltre 8mila omicidi da parte delle forze di sicurezza (FAES). Rottura dell’ordine democratico (2017): Il Tribunale Supremo (TSJ) ha esautorato l’Assemblea Nazionale, scatenando mesi di proteste. La repressione ha causato oltre 120 morti.
​Fonte: Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani (OHCHR); Amnesty International “Nights of Terror”.

2018 – 2019: Consolidamento del controllo e torture durante le ​Elezioni fraudolente del maggio 2018. Maduro viene rieletto in un processo non riconosciuto dalla maggior parte delle democrazie occidentali (Gruppo di Lima, UE, USA).

Operazione “Limpieza”: Tortura sistematica nelle sedi del SEBIN (servizi segreti) e della DGCIM (intelligence militare). Documentati casi di asfissia con sacchetti di plastica, scosse elettriche ai genitali e violenza sessuale.
​Fonte: Rapporto dell’Istituto Casla alla CPI; Rapporto Bachelet (2019).

2020 – 2023: Narcotraffico e Crimini contro l’Umanità. ​Incriminazione USA (marzo 2020): Il Dipartimento di Giustizia Usa accusa Maduro di narcoterrorismo, corruzione e traffico di droga (Cartel de los Soles), ponendo una taglia di 15 milioni di dollari per la sua cattura. Apertura indagine CPI (novembre 2021): Il procuratore Karim Khan annuncia l’apertura ufficiale dell’indagine per crimini contro l’umanità.
​Fonte: U.S. Department of Justice Indictment; Corte Penale Internazionale, Situazione in Venezuela.

2024 – 2025: “Operación Tun Tun” e terrorismo di Stato
​Repressione post-elettorale (luglio 2024): Dopo le elezioni contestate del 28 luglio, il governo ha lanciato l’Operación Tun Tun (incoraggiando i cittadini a denunciare i vicini oppositori).

Numeri della crisi: oltre 2.400 arresti in poche settimane, tra cui minorenni accusati di terrorismo. Scomparsa forzata di figure chiave dell’opposizione.

1. María Corina Machado (Nobel per la Pace 2025): Inabilitata politicamente nel 2023, costretta alla clandestinità; arrestata il 8 gennaio 2025 durante manifestazioni anti-Maduro, rilasciata dopo giorni senza notizie; la sua squadra colpita da attacchi, sparizioni e arresti.

2. Edmundo González Urrutia: Candidato oppositore alle presidenziali 2024, mandato di arresto emesso il 3 settembre 2024 per “cospirazione, falsificazione e istigazione alla violenza”; esiliato in Spagna, genero rapito il 7 gennaio 2025 a Caracas

3. Enrique Márquez: Arrestato arbitrariamente il 7 gennaio 2025 dopo procedimenti legali contro la rielezione di Maduro.

4. Perkins Rocha e María Oropeza: Arrestati nel 2024-2025 per dissenso politico. Contesto generale: 177 arresti arbitrari in 48 ore, 11 sparizioni, 16 omicidi; 6 leader rifugiati in ambasciata argentina.Queste persecuzioni includono accuse fabricate di “terrorismo” e “fascismo”, con uso di procure controllate dal regime.

Giulio Galetti, 4 novembre 2026

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