Crisi di governo: dietro i responsabili già si muove la Cartabia

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«Questo va avanti» è la tesi di un senatore di Forza Italia assai infastidito dalla strategia di Matteo Renzi. Salone Garibaldi di Palazzo Madama, le 19 di un martedì da bollino rosso.

Crisi a fasi alterne

Il borsino della crisi di governo sale e scende. Un minuto la soluzione c’è, il minuto dopo la soluzione non c’è. Ma tutti aspettano la mossa del leader di Italia viva. Quando si dimetteranno Teresa Bellanova ed Elena Bonetti? «E chi lo sa» allarga una democratica. Nel frattempo Renzi si materializza in Senato e si fionda subito dai cronisti che non aspettano altro: «Io non volevo far fuori Conte, io volevo far fuori me dal governo».

E ancora: «Il Conte-ter ha fatto fuori Conte». Sbruffoneggia davanti ai giornalisti che gli pongono la solita domanda: ma quando ritirerà la delegazione ministeriale? «Ormai è questione di ore» taglia corto. Il consiglio dei ministri comincerà alle 21 e 30. Anzi, no. È slittato alle 22, si farà notte fonda e lì forse si comprenderà quale sarà l’atteggiamento di Iv. Sosterrà il Recovery Plan? A sera RadioSenato la mette così: astensione in consiglio dei ministri e poi dimissioni. Forse.

Incognita dimissioni Italia Viva

Ma poi, a quanto pare in Parlamento, il partitino renziano voterebbe a favore sullo scostamento di bilancio e sul decreto ristori 5. Ma le dimissioni? Rimbomba questa domanda per tutto il pomeriggio tra Camera e Senato. L’ex rottamatore prepara i fuochi di artificio per la conferenza stampa che terrà domani a Palazzo Madama. Nel pomeriggio, forse. In quella sede, il condizionale è d’obbligo, Renzi formalizzerebbe la fuoriuscita dal governo.

Intanto continua la sfida a distanza con l’avvocato del popolo. Conte lavora all’operazione responsabili per sfidare e provare a vincere in aula contro Italia viva. Si vocifera di contatti tra Goffredo Bettini e Gianni Letta per un soccorso azzurro “autorizzato” dal Cavaliere. In sostanza, una dozzina di berlusconiani si staccherebbero da Forza Italia e formerebbe assieme ad alcuni del Misto un nuovo gruppo parlamentare che sostituirebbe Iv. Sarà vero? Gli azzurri che non vogliono morire salvianiani ci starebbero pure. Fonti del Pd confermano che l’operazione con un gruppo strutturato non sarebbe sgradita al Colle.

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3 Commenti

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  1. che pena questi giorchi di palazzo dovuti al fatto che contrariamente ai paesi normali non si va al voto quando non vi è più un governo.
    Purtoppo dopo Cossiga si è tornati a Presidenti della Repubblica che si prestano a queste ignobili manfrine e giochi di palazzo pazzeschi lasciando il paese bloccato marcire.
    In questa semidittatura dei “migliori” il voto del popolo, che sarebbe la strada maestra per dirimere le questioni e dare una guida decisa (come in Spagna, Inghilterra, ecc.), sono una parolaccia da neanche pensare e comunque da evitare.

  2. La verità è che non si scolleranno dalle sedie, dato che fuori dal Parlamento o dal Governo sarebbero tutti dei falliti disoccupati. Non ci faranno votare è ovvio. Ci sarà una rimescolatina, tireranno fuori qualche politico rimasto un po’ in disparte, già si parla di un ministero per la Raggi ed è riapparso Mastella. Manca un politico in gamba e di spicco che sappia comunicare con la gente comune, ormai sfiduciata verso le istituzioni una visione positiva del futuro e un progetto Italia per gli anni a venire e che raccolga attorno a se i migliori con le idee e le competenze per guidarci fuori da questo pantano.

  3. La presidente Cantabia a palazzo Chigi è un colpo di stato! Un notabile specchiato, ma del tutto incapace del ruolo, farebbe da Quisling di un potere extraparlamentare: sarebbe oggettivamente un colpo di stato.

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