Crisi di governo, si litiga anche al Quirinale - Seconda parte

Ma allora, perché Mattarella spinge tanto per una donna, Marta Cartabia, alla quale hanno tatticamente suggerito di smentire ogni interesse, o Paola Severino che sia? Quei pochi che ne raccolgono le confidenze dicono che sia un atto d’amore per sua moglie Marisa Chiazzese, che lui ha accudito in ospedale senza mai allontanarsi dal capezzale, che ricorda ogni sera nelle preghiere con “affetto immutabile”, come scrive nel necrologio ogni anniversario, e dalla quale quando può va a Palermo, al cimitero, per cambiare i fiori.

In effetti, Mattarella in ogni circostanza ribadisce l’ammirazione per il genere femminile. Proprio recentemente ha detto, premiando e facendo commuovere le vincitrici del Premio Bellisario, che “Il beneficio che la Repubblica riceve dall’impegno protagonista delle donne è crescente ed è un contributo di straordinaria portata per la vita del Paese”. Vincerà il grande cuore di Mattarella o la trama di potere di Zampetti?

Luigi Bisignani per Il Tempo 25 agosto 2019

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3 Commenti

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  1. Mattarella non si rende conto di nulla per il semplice motivo che è uno spirito antitaliano, votato alle potenze che stanno conquistando il mondo mentre lui è votato a consegnare medaglie, premi, ricevimenti, baciamani e avvisarci in TV che abbiamo fatto pace con il nazismo, ma che bisogna stare attenti al fascismo, la pace l’ha fatta lui, io la farò quando l’ultimo ossicino dei nostri soldati fucilati in massa dai suoi amati neri e donne stuprate dai magrebini tornino a riposare nella loro terra. ma anche noi abbiamo le nostre colpe in quanto un popolo rassegnato o distratto che si accontenta, intanto che i restanti cittadini d’altri mondi si ribellano alla fame, alle ingiustizie e imposizioni. I governanti si adeguano per loro stesso comodo. Chissà oggi sia stata una specie di avvertenza, mai visti militari in nessun luogo ma erano a guardia di un partito, per di più in pubblica via e di drappello dentro quella vetrata in Quirinale dove già sovrabbondano corazzieri. poi una strada sgomberata e transennata con tanta polizia e… pubblico ad attendere il tale Conte che uscisse da un negozio, caso raro a piedi. La trenta ha dimostrato che sà insegnare quando vuole il disprezzo al popolo che ha osato dichiarasi ciò che a lei non piace Penso se noi fossimo un paese serio non ci sarebbero dovute essere là manco le mosche, ma no la ressa, ecco perché siamo italiani. Noi non abbiamo un PdR ma un semplice figurante, per il resto dobbiamo arrangiarci soli. Troppe donne al governo, poco istruite montonere, specie di lavandaie antiche in un giorno di bucato comune, felici e spensierate di sottrarci senza remora alcuna stipendi e privilegi e logicamente fanno muro a chi vuole privarle di questi, come togliere un osso a cagne affamate. I’ambizioso ex bibitaro fa scuola e lascia che la clarc batta le palme, il popolo può vivere anche di illusorie promesse e barzellette disaltimbanchi. del resto così è stato fino ad oggi e così sarà sempre, lo meritiamo.

  2. L’Italia Unita è ingovernabile. Ma è mai possibile che non l’hanno ancora capito? Andare alle urne non vuol dire avere una maggioranza certa che possa governare ma solo mescolare gli ingredienti rissosi per un altro inconcludente giro di caleidoscopio. I vetrini colorati sono sempre gli stessi anche se disposti diversamente. Insomma nei 73 anni della Repubblica ci sono stati ben 65 governi con una durata media di 13 mesi cadauno. Non capisco come mai le prossime elezioni debbano essere diverse dalle altre, senza che si cambi radicalmente l’assetto della nazione. Bisogna suddividere la Penisola in zone omogenee dove e la maggioranza la pensa allo stesso modo. Basta guardare la mappa colorata coi risultati delle elezioni politiche del marzo 2018 e si vede come con quella divisione già si possano formare governi più stabili.

  3. Se fosse la Sinistra che volesse le elezioni, sarebbero già in piazza a manifestare e fare scioperi generali, appoggiati dai media (Giornali e TV) purtroppo la Destra non è capace (o non può?) di fare altrettanto.

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