Crosetto gela la Flotilla: “In acque israeliane non interveniamo”. E invia un’altra nave

Il ministro critica la Global Sumud e la sua scelta di forzare il blocco navale: "Era necessario mettere a rischio delle vite?"

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Nella notte tra il 23 e il 24 settembre 2025, la Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza, è stata attaccata da droni e bombe sonore mentre si trovava in acque internazionali a sud di Creta. Gli organizzatori della Flotilla hanno denunciato anche l’uso di gas urticanti e granate stordenti, che però non hanno causato feriti alle persone a bordo. Secondo quanto riferito dagli attivisti, queste operazioni sarebbero state condotte da Israele come forma di intimidazione, ma non esiste alcuna prova. I danni principali hanno riguardato le navi, tra cui la Morgana, registrata con bandiera italiana.

La risposta dell’Italia e l’invio di due fregate

Dopo l’attacco, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato l’invio della fregata Virginio Fasan nell’area del Mediterraneo per garantire l’incolumità dei cittadini italiani coinvolti nella missione. Oltre la Fasan, anche la nave Alpino sarà schierata per fornire eventuale supporto e soccorso in caso di necessità. Crosetto, intervenuto alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che “non è intenzione del governo italiano muovere le navi militari per fare la guerra a un Paese amico”. Tuttavia, ha avvertito che l’Italia non potrà garantire la sicurezza della Flotilla una volta che questa entrerà nelle acque territoriali israeliane, considerate da Israele sotto blocco per ragioni di sicurezza.

Dibattito politico in Italia

La questione ha scatenato un acceso dibattito politico. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è intervenuta duramente, accusando il governo di usare parole più morbide nei confronti di Israele rispetto a quelle usate contro la Flotilla. “Sulla Flotilla ci sono 44 delegazioni di diversi Paesi”, ha dichiarato, criticando la decisione del governo di non convocare l’ambasciatore israeliano a seguito degli attacchi.

Proposte per la consegna degli aiuti umanitari

Parallelamente alle operazioni militari, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una proposta per garantire l’arrivo sicuro degli aiuti umanitari a Gaza. Il piano italiano, sviluppato in collaborazione con Cipro e il Patriarcato latino di Gerusalemme, prevede il trasferimento degli aiuti prima a Cipro e poi in Israele, con l’impegno di quest’ultimo a farli giungere nella Striscia di Gaza. Tajani ha ribadito che tale approccio mira a evitare rischi per le persone nelle imbarcazioni umanitarie e a proteggere i civili coinvolti nella missione.

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni all’ONU

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha accusato Israele di aver “superato il limite con una guerra su larga scala che coinvolge la popolazione civile palestinese”. Tuttavia, ha precisato che il conflitto è stato scatenato da Hamas, ribadendo che il riconoscimento dello Stato palestinese sarà possibile solo se Hamas rinuncerà a qualsiasi ruolo nel governo. Meloni ha aggiunto che la prospettiva dei “due Stati per due popoli” rimane un obiettivo imprescindibile per garantire la stabilità nella regione.

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