
La Flotilla Global Sumud sarebbe stata attaccata nella notte del 24 settembre 2023. Sarebbero stati utilizzati droni, spray urticanti e bombe sonore. Una delle navi coinvolte, la Morgana, battente bandiera italiana, è stata colpita durante l’attacco. Non si sa bene chi sia stato. Però il governo italiano ha assunto una decisione clamorosa: invierà a scorta delle navi una fregata, ovviamente a spese della Difesa.
Dopo aver appreso dell’attacco, il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha condannato fermamente l’accaduto. “Condanno in modo assoluto questo attacco, che ha messo in pericolo delle vite e coinvolto una nave italiana,” ha dichiarato il ministro. “In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza”. Per rispondere a questa emergenza, il governo italiano ha deciso di inviare la fregata Fasan della Marina militare nel Mediterraneo per supportare le imbarcazioni colpite.
“Per garantire assistenza ai cittadini italiani presenti sulla “Flotilla” – ha spiegato Crosetto – questa notte alle 03.50, pur essendo in Estonia, dopo un confronto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, dopo aver condotto una valutazione (veloce e sommaria) dell’accaduto, mi sono sentito con il Presidente del Consiglio ed ho autorizzato l’intervento immediato della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare, che era in navigazione a Nord di Creta, nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro, che sta già dirigendo verso l’area per eventuale attività di soccorso”.
Questione di diritto internazionale
L’attacco solleva domande importanti nel campo del diritto internazionale. Una nave battente bandiera italiana rappresenta il territorio nazionale anche in acque internazionali, e colpirla equivale a un’aggressione all’Italia. Ora potrebbe essere avviata un’indagine per chiarire i responsabili dell’attacco e valutare le implicazioni legali del caso. Tuttavia, i dettagli su chi abbia sferrato l’attacco non sono ancora stati confermati.
Il ministro Crosetto ha tenuto un confronto diretto con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella notte dell’attacco. In seguito all’incontro, è stata rapidamente decisa l’invio della fregata per garantire un intervento immediato e mettere in sicurezza la nave Morgana. Crosetto ha sottolineato che “la protezione dei nostri cittadini e delle nostre navi è una priorità irrinunciabile”. Di questa decisione sono stati informati l’Addetto militare israeliano in Italia, il nostro Ambasciatore e l’Addetto militare a Tel Aviv e l’Unità di Crisi della Farnesina.
L’operazione della Marina italiana
La fregata Fasan, uno dei gioielli della Marina militare italiana, è già in viaggio verso l’area dell’attacco. Obiettivo principale della missione è prestare soccorso, stabilire un contatto diretto con l’equipaggio della Morgana, e supportare le altre imbarcazioni della Flotilla eventualmente coinvolte. La nave è equipaggiata per rispondere a situazioni di emergenza, sia attraverso strumenti tecnologici avanzati sia con personale altamente specializzato.
L’Ue solidarizza con gli attivisti
“Prendiamo nota della dichiarazione del ministro della Difesa italiano a proposito dell’attacco alla Flotillla. Voglio ripetere da questo podio che la libertà di navigazione in base al diritto internazionale deve essere rispettata. Questo è molto importante. Quindi no attacchi, no attacchi con droni, nessun sequestro né uso della forza contro la Flotilla è accettabile”, ha detto una portavoce della Commissione Ue, Eva Hrncírová. “Rispettiamo l’impegno umanitario delle persone che sono a bordo della Flotilla e capiamo che tutti hanno il diritto di esercitare questo attivismo, questa è libertà di assemblea ed è un pilastro centrale della nostra democrazia. Capiamo in modo totale che le persone sulla Flotilla, vista la situazione a Gaza, vogliono aumentare la consapevolezza, vogliono mostrare che la situazione a Gaza è insostenibile, quindi condividiamo il loro impegno, ma siamo anche consapevoli e preoccupati dei rischi che si assumono”.
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