Nella puntata della Zanzara del 7 ottobre 2026, Giuseppe Cruciani ricorda l’attacco di Hamas in Israele di tre anni fa e accusa i manifestanti filopalestinesi di trascurarne le vittime: «Sono quelli che vanno in piazza e non trovano mai una parola per quei ragazzi del Nova, ma hanno sempre uno striscione pronto. Sono quelli che dopo il 7 ottobre hanno fatto più cortei contro Israele che contro Hamas.»
Il ricordo del 7 ottobre
Sul tema interviene anche David Parenzo, collegato da Roma. La sua condanna si concentra sui simboli esibiti durante le manifestazioni e sulla memoria dei ragazzi uccisi: «Il 7 ottobre non c’è molto da aggiungere se non semplicemente una parola, vergognatevi. Vergognatevi per i manifesti, vergognatevi per le bandiere, vergognatevi per aver dimenticato quelle ragazze e quei ragazzi che sono morti in un attacco terroristico voluto dall’Islam radicale di Hamas.»
La carne di maiale nelle mense
Cruciani passa poi alle mense scolastiche di Piacenza, contestando la scelta, da lui riferita, di togliere la carne di maiale dal menù. La reazione è durissima: «Ragazzi avete rotto i co****i, io voglio, pretendo che nelle mense scolastiche ci sia la carne di maiale, ci sia la lonza, ci sia la coppa, a me mi frega, non mi devono rompere i co****i con queste str****te, non volete il maiale, portatevi la schiscietta da casa e non rompeteci il ca**o.»
Le proteste in Francia e Venezia
Il conduttore critica anche le parole di Ilaria Salis sulle proteste dei giovani in Francia. A suo giudizio, parlare di speranza senza soffermarsi sulle violenze significa ignorare quanto avviene nelle strade: «Cioè, di fronte alle devastazioni, alle macchine infuocate, a gente picchiata, polizia presa d’assalto, eccetera, eccetera, La signora Salis dice che è una speranza per il paese perché i giovani decidono di lottare.»
Infine Cruciani solleva il problema delle borseggiatrici a Venezia, citando una notizia sulle minacce rivolte alle commesse dei negozi. Si rivolge alle autorità cittadine e chiede una risposta: «Ora io domando al sindaco di Venezia e domando alle autorità politiche, civili e militari, è possibile mai che in una delle città a più alto afflusso turistico da tutto il mondo non si riesca ad estirpare, ma io dico democraticamente, con metodi democratici, questa cosa assurda.»
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