Criptovalute

Lo scopo liberale delle criptovalute: democratizzare la finanza

Le criptovalute sono strumento liberale e democratico per eccellenza: possono contribuire a riportare nella società persone ai margini.

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Lo scopo liberale delle criptovalute: democratizzare la finanza

Le criptovalute nascono con una finalità democratica e liberale.

Mentre la finanza tradizionale si basa sulla governance centralizzata, la finanza decentralizzata (o DeFi), consente alle persone di accedere ai prodotti finanziari tramite una rete blockchain decentralizzata senza intermediari, come banche o società di intermediazione.

Nel mondo sono quasi due miliardi le persone che non hanno un conto in banca e molte di queste persone sono escluse dall’economia e talvolta costrette a lavorare illegalmente. Parliamo dei famosi “unbanked”.

Le criptovalute possono essere utilizzate per rappresentare la soluzione a questo problema: accelerando l’adozione di criptovalute nei paesi a basso reddito.

In El Salvador nel 2021, ad esempio, il 70% dei cittadini non dispone di banche e circa un quarto della popolazione attiva vive e lavora negli Stati Uniti. Da qui invia denaro alle proprie famiglie a casa.

Sfruttando la possibilità tramite le criptovalute di inviare valore da una persona ad un’altra senza l’intermediazione di una banca, queste operazioni non solo diventano più rapide e più economiche ma sono possibili anche in luoghi in cui vivono persone senza un vero indirizzo di casa o senza documenti.

Certo, a noi sembra strano: senza indirizzo e senza documenti? In alcune zone del pianeta, anche in paesi che non immaginiamo possano vivere questo tipo di situazioni, esistono persone che versano in condizioni di povertà estreme e che vivono in baraccopoli. Lavorano, esistono, eppure non possono avere un conto bancario.

Grazie alle criptovalute, anche in situazioni di questo genere bastano uno smartphone e una connessione internet per poter ricevere denaro, valore. A differenza delle normali operazioni bancarie, l’invio di criptovalute non richiede alle famiglie di avere un indirizzo di casa o documenti d’identità, che mancano a molte persone a basso reddito.

Le transazioni di criptovalute sono veloci – pochi secondi invece di qualche giorno che impiegano i bonifici – e più economiche. Oltre ai classici costi dell’operazione, dobbiamo tenere presente che in alcuni paesi, anche nel cuore del continente europeo, gli Stati tramite le banche trattengono grosse percentuali sulle somme inviate in questi paesi da parenti all’estero.

Le criptovalute, quindi, potrebbero ridurrebbe drasticamente le tariffe transfrontaliere e consentire alle famiglie di inviare criptovalute ai propri cari oltre confine in un istante.

Democratizzare la finanza con le criptovalute

La diffusione dell’utilizzo delle criptovalute, quindi, può essere utile per democratizzare la finanzagarantire l’accesso al mercato di capitali al numero più elevato possibile di persone, eliminando quelle barriere d’ingresso che per anni hanno caratterizzato il mondo degli investimenti, dei finanziamenti e del risparmio.

Come sappiamo le criptovalute a differenza delle valute “fiat” – valute nazionali non ancorate al prezzo di una materia prima come oro o argento – come il dollaro o l’euro, non sono emesse da istituti centrali o banche né la loro emissione è soggetta a scelte politiche.

Le criptovalute non sono gestite da persone o società, le criptovalute sono “minate” su reti blockchain distribuite su tantissimi server sparsi nel mondo e tutti questi server contengono una esatta copia immodificabile di tutte le transazioni effettuate sulla blockchain.

Per questo i sostenitori delle criptovalute credono fortemente che queste possono essere sfruttate per migliorare la vita delle persone e per consentire a tanti, tantissimi, di poter accedere a sistemi finanziari.

La finanza non più gestita da terzi, ma personale. Il risparmio non solo in mano alle banche ma anche all’individuo.

Il Team di BTCSentinel, 22 luglio 2022

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