Presidenziali USA 2024

Presidenziali USA 2024: le criptovalute entrano in politica

Presidenziali USA 2024: per la prima volta ci saranno anche le criptovalute a muovere l’ago della bilancia. Ecco come la pensano i candidati.

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Presidenziali USA 2024: le criptovalute entrano in politica

Care Sentinelle,
si avvicinano le Presidenziali USA 2024 e le prossime elezioni degli Stati Uniti vedranno anche le criptovalute protagoniste delle strategie dei candidati e delle scelte degli elettori: per la prima volta, infatti, l’universo delle criptovalute, guidato da Bitcoin, potrebbe diventare un attore influente nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti.

Per questo, oggi, abbiamo deciso di fare una veloce panoramica sulle posizioni dei principali candidati sul tema crypto.

Area Democratica

Iniziamo dando uno sguardo a cosa pensano i candidati del Partito Democratico sul tema criptovalute.

Joe Biden è scettico sul valore intrinseco delle criptovalute, chiedendo la chiusura delle lacune fiscali da 18 miliardi di dollari e proponendo una tassa del 30% sull’elettricità utilizzata per il mining. Vorrebbe inoltre raddoppiare le tasse sulle plusvalenze e inasprire le regole sulla compravendita di criptovalute.

Di parere opposto, invece, Robert F. Kennedy Jr. che vede le criptovalute come un motore cruciale di innovazione. Ha proposto l’idea di sostenere il dollaro con Bitcoin e di esentare BTC dall’imposta sulle plusvalenze quando viene convertito in USD. È, inoltre, il primo candidato a presidenza ad accettare donazioni per la campagna elettorale in Bitcoin.

Marianne Williamson non ha esposto chiaramente la sua posizione sulle criptovalute, sebbene abbia mostrato disappunto per il blocco dei wallet operato dal governo canadese durante le proteste dei camionisti nel 2022.

Area Repubblicana

Maggiore uniformità di pensiero possiamo trovarla, invece, tra i candidati del Partito Repubblicano.

Donald Trump ha mostrato scetticismo nei confronti di Bitcoin, pur ricavando profitto dalla sua personale serie di NFT.

Ron DeSantis, al contrario, è un assertore del diritto individuale di utilizzare Bitcoin e critica gli sforzi per limitarlo. Promette di porre fine alla guerra di Biden a Bitcoin e alle criptovalute se eletto.

Vivek Ramaswamy sostiene che Bitcoin non dovrebbe essere regolamentato come un titolo e accetta donazioni per la sua campagna elettorale in Bitcoin.

E voi cosa ne pensate?

Giuseppe Vitagliano, BTCSentinel.com 1 agosto 2023

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