Decreto fiscale, ecco cosa prevede

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Oltre 10 miliardi di euro in misure straordinarie per casse integrazioni e altre indennità compensative una tantum, zero miliardi di euro in misure straordinarie per abbattimenti del cuneo fiscale per chi continua a pagare stipendi.

Sono questi due dati, messi uno in relazione all’altro, i primi che saltano all’occhio scorrendo la Relazione Tecnica del finalmente pubblicato DL 17.3.2020 n. 18 (c.d. “Decreto Cura Italia”).

Una scelta a senso unico che forse poteva trovare un miglior bilanciamento tra un’ovvia predilezione per le misure di tipo assistenziale con riguardo ai soggetti economici operanti nei settori economici “chiusi” per decreto o di fatto e una diversa forma di aiuto a favore degli altri, anche per evitare il concreto rischio che, in assenza di alternative di aiuto da parte dello Stato, il decreto si trasformi in una leva di accelerazione a gettare la spugna e sospendere ogni attività, piuttosto che provare a tenere duro i prossimi due mesi (a meno che, naturalmente, l’obiettivo sia proprio quello, ma non vogliamo crederlo).

I 25 miliardi aggiuntivi di titoli di Stato di cui il decreto autorizza l’emissione andranno a finanziare interventi sul 2020 che impattano sull’indebitamento a fronte di misure di potenziamento del Servizio sanitario Nazionale per circa 3,2 miliardi; di misure di sostegno al lavoro per 10,3 miliardi; per misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario per circa 5,1 miliardi; per misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese per circa 2,3 miliardi; per altre misure, tra cui i tanto discussi 500 milioni per Alitalia, per la parte restante.

I 2,3 miliardi di misure fiscali sono riconducibili essenzialmente a tre interventi: il blocco della riscossione dei ruoli (982 mln); il bonus di 100 euro per i dipendenti con redditi fino a 40.000 euro che a marzo vanno regolarmente al lavoro (880 mln); il credito di imposta pari al 60% dell’affitto di marzo di negozi e botteghe per gli esercenti “chiusi” per decreto (356 mln).

Nessun costo per lo Stato in termini di indebitamento hanno invece le sospensioni di taluni versamenti di tributi e contributi in scadenza a marzo e aprile, disposte per i “piccoli” e per le attività economiche delle filiere economiche “più esposte”, in considerazione della brevità della sospensione (tutti gli importi sospesi devono infatti essere versati entro l’anno, a partire già dal mese di maggio).

La relazione tecnica stima complessivamente in 5,3 miliardi i versamenti in scadenza a marzo e aprile che gli appartenenti alle filiere economiche “più esposte” potranno rinviare a decorrere da maggio; 3,9 miliardi invece quelli in scadenza a marzo che potranno rinviare i “piccoli” (ossia quelli con ricavi o compensi fino a 2 milioni di euro) operanti in settori economici diversi dai precedenti.

Dei 10,3 miliardi di misure a sostegno del lavoro, circa 7 sono relativi a misure fruibili solo da lavoratori dipendenti e circa 3 anche da lavoratori autonomi, con una significativa emarginazione delle centinaia di migliaia di liberi professionisti iscritti agli ordini professionali con proprie casse previdenziali, posto che per questi ultimi viene consentito soltanto, in concorrenza però con tutti gli altri lavoratori dipendenti e autonomi, di provare ad accedere al c.d. “reddito di ultima istanza” per il quale il decreto stanzia 300 milioni.

Per altro, se è vero che per gli autonomi che possono beneficiarne l’importo di 600 euro nella forma non è più previsto una tantum, ma con riguardo al mese di marzo, la sostanza cambia poco perché il decreto prevede esclusivamente questa mensilità; mentre, per capirsi, con riguardo ai magistrati onorari in servizio, essendo altri gli importi totali in ballo, l’art. 119 del Decreto si preoccupa già di prevedere che l’importo sia dovuto per tre mesi e non per uno soltanto.

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24 Commenti

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  1. Grazie ai 5 stelle altri 3 MILIARDI ad Alitalia. Cercano di assicurarsi le poltrone in vista delle prossime al 2023.

  2. Siamo alla pazzia, questi dementi non si rendono conto che la maggior parte delle imprese NON hanno riserve e se non fatturano NON pagano i fornitori, non pagano i dipendenti, non pagano il mutuo, non pagano le bollette….non pagare le tasse è l’ultimo dei problemi

  3. Ma il Click day, per l’erogazione dell’ELEMOSINA, a taluni fortunati ed iper veloci accaparratori telematici, una sorta di INDEGNO SPETTACOLO DA COLOSSEO riservato a pochi WEB LION, è frutto dello SFORZO CREATIVO, del Casalfratellino di Giuspinnocchio, a 320 mila € lorde l’anno considerando il cuneo fiscale, dI LADY electronic invoice famosa senatrice poltrostellare, oppure del Malo Fede superveniens ???!!!!!

  4. Questo decreto e’ uno schiaffo alla intelligenza degli italiani e nella fattispecie ai lavoratori e partite iva, come e’ possibile dare la cassa integrazione ai lavoratori e quindi a tutti se le domande saranno evase in ordine di arrivo, e quindi se i soldi finiscono amen.Bastera’ che 100 aziende con una media di 200/300 dipendenti fanno domanda prima delle altre e gli altri andranno a farsi benedire. ,cosi come i bonus 6600 euro che saranno dati a chi arriva prima,vogliamo parlare delle detrazioni per i fitti dei negozi? Bene intanto bisogna pagare anzi continuare e mi chiedo con quali soldi? poi ci saranno le detrazioni fiscali, ma se uno non fa reddito non produce imposte, e quindi non sara’ possibile detrarsi una mazza.Questa Notte …mentre dormivamo ( si fa per dire|) Il direttore dellAngenzia delle SS hem scusate delle entrate Tal Ruffini con una circolare nottura ha voluto precisare che akcuni debiti tributari (rate avvisi bonari in corso) Vanno pagate alle loro scadenza naturali, Ci dicono di non uscire ma il fisco pretende che anche il negoziante chiuso per decreto deve andare al negozio e dire alla agenzia dell (SS) entratre che il registratore di cassa non sta emettendo nessuno scontrino….Basta facciamola finita ,appena finira’ tutto questo caro mattarella o ci fai votare o mandiamo a casa anche te insieme a questi inetti ed incapaci…….Tra 15 gg se son si torna a lavorare L’Italia e’ morta voglio vedere poi l’ordine pubblico!!! A meno che rinnoveranno il decreto per toglierci le rimaste liberta’…

  5. A Napoleone de no antri alias Berlusconi je chiaro che gli algoritmi autoapprendenti delle borse come quella de Milano sono de proprietà USA? Con chi volè da giocà d’azzardo ?

    Faccia meno er megalomane e pensi semplice ma con dettagli reali.

  6. Comunque Rotschild deve ringraziare la Consob che togliendo le speculazioni allo scoperto favorisce le borse che hanno sistemi che stampano denaro fresco come la FED e che favoriscono gli stessi perchhè stampare in BCE per comprare debito da stati è dare carta ai derivati che hanno liquidità per prenderti per le palle ancora meglio.

    Geniaccci di casa nostra! Tanto la borsa di Milano è di proprietà di quella di Londra che è di proprietà di Rotschild.

  7. Zanetti i conti chiari si possono avere?

    25 miliardi di debito pubblico e 239 miliardiii da dove ?

    Il resto delle cifre scritte sono comprese e quali nei 25 miliardi e quali nei 239…?

    Poi perchè 239 e non 240? I numeri pari non piacciomo?

    • Ma CDP che è “fondo sovrano/ merchand bank”… con SACE e le altre controllate e partecipate , noto da due articoli fuori sito che vogliono intenazionalizzare e reare export per le PMI … ma che se fumano da quelle parti?

      Lei ce la vede un srl di idarulica ad essere internazionalizzata e fare export?

      Quell’internazionalizzare ed export sono altro significato pericolosissimo per le PMI che fino ad ora si erano salvate da entrare nel mercato finanziario.

  8. Interessante se la cosa fosse semplice da attuare, basta un po di burocrazia a lettere piccole e invisibili qua e la ed il tutto svanisce con l’effetto presa in giro, oppure l’aiuto è inconsistente.

    I nostri governanti, come esseri inutili sono veramente grandi.

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