La situazione al carcere Bassone di Como è stata critica per diverse ore. Un tentativo di evasione ha dato il via ad una rivolta da parte dei detenuti e alcuni agenti sono stati “sequestrati” all’interno. Dopo l’intervento di altri reparti a supporto del personale comasco, entrati nella casa circondariale in tenuta antisommossa, la rivolta è ora rientrata. Ma restano i feriti e lo choc per una gestione dei penitenziari lombardi che si fa sempre più complicata.
“Nel primo pomeriggio c’è stata una tentata evasione subito bloccata – racconta a Nicolaporro.it Domenico Benemia, presidente Uilpa regione Lombardia – Verso le 18 però è scoppiata una rivolta: i detenuti hanno preso possesso delle chiavi del reparto, hanno appiccato incendi e hanno sequestrato alcuni colleghi. Li hanno presi in ostaggio”.
Feriti tra gli agenti e i detenuti
Durante gli scontri, tre agenti di polizia penitenziaria sono stati feriti. Uno di loro, giovane, ha riportato lesioni serie ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Monza dopo essere rimasto schiacciato tra le sbarre. Gli altri due agenti, feriti in modo lieve, sono stati portati all’ospedale di Cantù. Anche un detenuto ventiquattrenne è stato ricoverato a causa di un trauma riportato durante la sommossa.
Forze di sicurezza mobilitate
L’intera area attorno al carcere è stata subito cinturata, seguendo il protocollo di emergenza. Sul posto sono intervenute numerose unità della polizia penitenziaria, in assetto antisommossa, affiancate da reparti delle forze dell’ordine e ambulanze. Secondo le informazioni disponibili, rinforzi sono arrivati dal Provveditorato regionale di Milano e da altri istituti della Lombardia. Alle forze in campo si è unita anche una camionetta dei Vigili del fuoco, entrata nella struttura per supportare le operazioni. I video, che Nicolaporro.it può pubblicare, mostrano decine di ambulanze e camionette fuori dal carcere oltre al momento esatto in cui i reparti in tenuta antisommossa fanno irruzione all’interno dell’istituto per riportare la calma.
“In Lombardia è la gestione dei detenuti che non sta funzionando – conclude Benemia – C’è troppo sovraffollamento e non riusciamo ad affrontare i problemi. Siamo la Regione più affollata in assoluto e manca il personale”. I numeri in effetti parlano chiaro: a fronte di 6mila posti, attualmente i detenuti sono circa 9mila. Il sindacato denuncia turni di lavoro massacranti, un sistema sanitario interno quasi assente, la mancanza di personale medico, paramedico e di educatori. “A Monza, per dire, da mesi denunciamo la massiccia presenza di cimici da letto e il problema ancora non è stato risolto”, spiega Benemia. Che poi aggiunge: “Le circolari ministeriali dicono che quando i detenuti si rendono autori di aggressione al personale o di rivolta, come in questo caso, vanno mandati fuori regione. Se invece da Como li spostano a Pavia, cambia poco, soprattutto per i colloqui familiari. Se invece li spedissero fuori a Bologna o a Rimini, dove alle famiglie servirebbero ore per arrivare, forse ci penserebbero dieci volte prima di dare il via o di partecipare alle rivolte”.
Articolo in aggiornamento
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