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“Diede la fidanzata in pasto ai cani”. Il giudice libera l’ex calciatore

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul mondo americano e sudamericano

Bruno Fernandes carcere

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Brasile: la giustizia concede la libertà al portiere Bruno

Bruno Fernandes, ex titolare del Flamengo condannato a 20 anni e 9 mesi per la morte di Eliza Samudio, che aspettava da lui un figlio, è stato liberato dalla giudice carioca Ana Paula Abreu Filgueiras. Da ora, dunque, Bruno è libero. 12 anni fa Bruno aveva ucciso e poi dato in pasto i resti della sua ex fidanzata ai rottweiler di un amico il cui corpo non fu mai trovato.

Un prete di Brasilia offre rifugio ai bolsonaristi in chiesa

In una nota, padre Geraldo Gama, della Capela Santa Luzia (Città satellite povera intorno a Brasilia) ha ringraziato tutti per la “generosità e sollecitudine” e precisando che la sua chiesa ha accolto più di 400 persone, che sono state “arrestate dal PF, umiliate e sgomberate martedì all’alba”. “Molti erano a digiuno, senza soldi, documenti o telefoni cellulari per tornare nei loro stati d’origine. Oggi l’ultimo gruppo tornerà al loro stato di origine. Grazie a Dio non ci sono mancati volontari e aiuti materiali per il cibo e per l’acquisto dei biglietti. Pertanto, al momento, non abbiamo bisogno di ulteriori donazioni e volontari”, ha affermato il sacerdote. “Ci sono un gran numero di brave persone ingiustamente imprigionate. Preghiamo dunque il Nostro Dio di Misericordia e di Giustizia affinché fortifichi queste persone e le liberi dal male, offrendo i nostri sacrifici e digiunando”.

Il petrolio che salva Maduro, la Chevron comincia a portarlo via nave negli Stati Uniti

Senza grandi dichiarazioni o un annuncio formale, all’inizio dell’anno la Casa Bianca ha inaugurato una nuova fase della sua politica nei confronti del Venezuela, il culmine di una svolta che ha avuto luogo da quando Joe Biden è arrivato alla Casa Bianca. Questa decisione del team Biden, che rende Nicolás Maduro e il regime ancora una volta gli unici e necessari interlocutori per gli Stati Uniti, ha portato i critici del presidente e della sua politica nei confronti del Venezuela a chiedersi se il business del petrolio, nel contesto della scarsità e dell’inflazione causata dalla guerra in Ucraina, sia più importante della democrazia e dei diritti umani. Elliott Abrams, inviato speciale per il Venezuela con la precedente amministrazione, descrive così la situazione: “Forse l’amministrazione Biden ha semplicemente rinunciato ai progressi verso la democrazia in Venezuela, e forse il lobbismo della Chevron e di altre compagnie petrolifere supera semplicemente qualsiasi desiderio di promuovere la democrazia e i diritti umani”. Sulla rivista americana ‘National Review’ ha scritto: “Pensiamo a coloro che stanno lottando per restituire la democrazia al Venezuela, che ora sanno che, alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato di Biden, il loro destino è stato declassato a un livello molto meno prioritario di quello di poche migliaia di barili di petrolio.”

Paolo Manzo, 15 gennaio 2023


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