Politico Quotidiano

Dietro le quinte della guerra dell’informazione

Il braccio destro di Gianroberto Casaleggio, guru dei Cinque Stelle, in un libro svela segreti e rischi della comunicazione digitale

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È in libreria “Riconquistare i cuori”, saggio di Pietro Francesco Dettori sulle tecniche di comunicazione digitale che hanno cambiato la politica e la società e che stanno diventando un’arma micidiale anche nel campo delle guerre e della geopolitica.  Dettori, già braccio destro del guru dei Cinque Stelle Gianroberto Casaleggio, le ha sperimentate con successo sul campo nella campagna elettorale del 2018 che portò al primo governo Conte e ora ce ne svela segreti, rischi e potenzialità.

Pubblichiamo la prefazione al libro, edito da Rubettino, firmata da Alessandro Sallusti.


Lo dico subito: io odio Pietro Francesco Dettori, autore di questo saggio. Lo odio perché ben rappresenta coloro che, venendo dal nulla e senza alcun titolo nobiliare, hanno ucciso me, il mio mestiere di paludato giornalista cartaceo, il mio futuro che, per quanto in là con gli anni, immaginavo ancora lungo e, per certi versi, radioso.

Se i Pietro Francesco Dettori si fossero fatti gli affari loro, invece che entrare da clandestini nel mio orticello della comunicazione e dell’informazione, io e i giornalisti come me saremmo ancora l’unico intermediario tra il mondo e l’opinione pubblica e, come tali, saremmo ancora omaggiati, riveriti, ricercati dai potenti e dalle signore che allestiscono i salotti buoni, ma soprattutto saremmo ancora ben pagati.

Poi arriva lui e si inventa che una frase sconclusionata del suo fruttivendolo, veicolata da un telefonino, potrebbe essere più efficace di un mio articolo di fondo; che il suo vicino di casa, senza arte né parte, se ben motivato, può diventare senatore della Repubblica; che nessuno deve pagare un solo centesimo per partecipare al grande circo dell’informazione né in modo attivo – produttore di informazione – né in quello passivo di usufruitore.

Pietro Francesco Dettori e i suoi soci entrano nel mio mondo come i barbari entrarono a Roma, cioè da saccheggiatori, senza neppure incontrare le oche del Campidoglio che, nel 390 a.C., con il loro starnazzare salvarono i romani dal sacco dei Galli Senoni.

Dice, l’autore di questo saggio, di avere imparato i trucchi del mestiere da quel genio visionario, e anche un po’ matto, di Gianroberto Casaleggio, vate di Beppe Grillo e di quella sciagura che per me sono stati i Cinque Stelle. Se ho capito bene, la ricetta segreta che ha cambiato l’informazione e, di conseguenza, la storia politica d’Italia è che c’è un tubo che collega la mente e il cuore: se lo trovi e gli immetti il liquido magico, il gioco è fatto. Quella mente e quel cuore saranno tuoi, al diavolo i master universitari e la Treccani.

Pietro Francesco Dettori custodisce la formula del liquido magico e, in questo libro, ce la svela. È una parola semplice e comune: “sogno”. Già, se un politico non regala un sogno non andrà da nessuna parte. “Riconquistare mente e cuori” è il più efficace dei programmi che un partito dovrebbe darsi: se ci riesci, il resto non può che venire in modo praticamente automatico.

Per trovare un precedente bisogna tornare al 1994, anno in cui Silvio Berlusconi, per fare sognare gli italiani, mise in campo tweet e influencer quando ancora non esistevano né l’uno né gli altri. Cosa era quello slogan appeso sui muri d’Italia, “Meno tasse per tutti”, se non un tweet? E le star di Mediaset – la Zanicchi, Sandra e Raimondo, Mike Bongiorno – che nei loro programmi alludevano alla necessità salvifica di votare Forza Italia?

Allora non mi rammaricai: la carta stampata, insieme alla tv generalista, erano gli unici mezzi per portare il sogno nelle case degli italiani. Oggi siamo out: il sogno è nelle mani di un algoritmo che lo distribuisce a suo piacimento o, meglio, a piacimento dei Pietro Francesco Dettori. Non senza rischi, perché l’algoritmo è come una pistola che, se in mano a un carabiniere, serve a difendere dal male; se usata da un bandito, può solo fare del male.

E allora ecco che questo libro-confessione ci mette in guardia: Occidente, finché sei in tempo, svegliati; contrapponi, con la forza delle stesse tecniche usate dal nemico, i tuoi sogni alle chimere interessate che lo stanno inondando. Occidente, svegliati prima di fare la fine di Sallusti.

Buona lettura: c’è da imparare e, perché no, da sognare.

Alessandro Sallusti, 22 aprile 2026

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