Sono pronti a colpevolizzare Kirk per le sue idee, quasi a dire che “se l’è cercata”, e nello stesso tempo accettano senza reagire – anzi spesso vanno a braccetto – con quella parte del mondo islamico che, sulla base del Corano e delle sue letture più letterali, ci considera infedeli: da convertire o da eliminare. Poi vediamo sui social con disgusto le risate e i giubili per il suo assassinio, mentre dalla sinistra istituzionale, arrivano le solite dichiarazioni ipocrite e di facciata.
È il “despotismo della maggioranza” di cui parlava Tocqueville e aveva ragione: chi dissente non viene più contestato ma demonizzato, e quando la demonizzazione diventa costume, moda, like, la violenza politica è solo questione di tempo.
La libertà d’opinione non si difende punendo, censurando o eliminando quella degli altri, ma difendendo la dignità di chi dice cose scomode e la sua libertà di poterlo urlare al mondo. Difendere la memoria di Kirk da oggi in poi significa difendere tutti noi.
Andrea Bernaudo, 13 settembre 2025
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