Difesa, Crosetto: “Fincantieri tra le aziende più preparate ad affrontare il mercato futuro”

Il ministro della Difesa è stato protagonista al Festival dell'economia di Trento: ecco cos'ha detto

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Crosetto fincantieri (1)

La difesa, le materie prime e le sfide future al centro dell’intervento di Guido Crosetto al Festival dell’economia di Trento. Uno dei passaggi più significativi riguarda gli investimenti nei prodotti della Difesa e sulle ripercussioni positive sul settore civile. C’è “una osmosi totale tra i due ambiti”, la sottolineatura di Crosetto, che ha citato Fincantieri come esempio: “Non per nulla Fincantieri è leader della produzione di navi militari e allo stesso tempo leader nella produzione di navi da crociera. Ed è una delle aziende più preparate ad affrontare il mercato futuro perché il mercato crocieristico l’ha obbligata ad avere una tempistica, una qualità di produzione e una velocità che, se trasportata nella Difesa, la renderà più preparata di tutte le altre. Lo stesso vale per AgustaWestland (gruppo Leonardo, ndr) che ha applicato le tecnologie militari alla parte civile ed è diventata la prima al mondo nel settore elicotteristico civile”.

Ma non è tutto. Non esiste un’industria della difesa senza materie prime, senza una catena sicura di approvvigionamento a lungo termine, è il ragionamento di Crosetto, che ha posto l’accento sulla dipendenza dall’estero per determinati tipi di risorse nonostante l’industria sia avanzata. Il ministro ha rimarcato: “Le materie prime consentono di implementare le tecnologie. Ci occupiamo di questo dossier dal primo giorno che sono arrivato al ministero”. E ancora: “Avere una mappa delle materie prime significa avere una mappa dei possibili scontri futuri. Lo scenario da affrontare è quello di una mancanza di queste materie prime. Da questo punto di vista, il Piano Mattei è determinante. La speranza del futuro dell’Europa passa dal rapporto con l’Africa, che crescerà come grande produttore di materie prime”.

Ma non solo. Crosetto in un altro passaggio si è soffermato sull’importanza di un contesto che consenta di sviluppare una vera e propria difesa europea che “deve prevedere 27 Paesi, anzi deve essere intesa come continentale, quindi con Turchia, Norvegia, e Paesi dell’Est, messi assieme in una alleanza ancora più grande dell’Europa politica – riporta Il Sole 24 Ore – Come gruppo dei cinque, cioè Italia, Polonia, Gran Bretagna, Francia e Germania, abbiamo cercato di forzare dei passi per far inter operare le forze armate e uniformare le pratiche di addestramento, ci vogliono anche regole comuni su cosa acquistiamo e che ciò che acquistiamo sia interoperabile”.

Franco Lodige, 22 maggio 2025

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