La Ripartenza

Esclusiva

“Dimore storiche, milioni di visitatori e investimenti. Siamo custodi di un patrimonio”

Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi), a Nicolaporro.it: "Fondamentale supportare questa filiera"

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Non sono affatto luoghi del passato. Le dimore storiche italiane sono infatti cuore pulsante dell’identità nazionale, presìdi di bellezza e addirittura centri di sviluppo economico. Sparse in ogni angolo del Paese, dai borghi sperduti alle grandi città, sono circa 45mila: un tesoro da preservare e da promuovere. Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi), è impegnata in prima persona e con particolare passione in questo compito. “Siamo custodi di questo patrimonio collettivo che rappresenta l’identità del nostro Paese”, ha testimoniato lei stessa ai microfoni di Nicolaporro.it, a margine del suo apprezzato intervento sul palco della Ripartenza 2025 di Bari.

“Sono circa 45mila le dimore sparse su tutto il territorio nazionale e il 20%, situato nelle aree interne, è spesso un veicolo di ripartenza per quei territori. Poter supportare, contribuire e alimentare questa filiera credo sia assolutamente fondamentale per il Paese. Quindi chiediamo a tutti e in particolare alle istituzioni di essere partner strategici per la ripartenza di questi luoghi straordinari, unici in Europa”, ha affermato ancora Odescalchi.

Le dimore storiche, spesso veri e propri scrigni d’arte e cultura, non sono dunque un bene di nicchia né un lusso per pochi. Sono piuttosto un’infrastruttura culturale, economica e turistica che già oggi genera un impatto concreto. E questo perché – ha aggiunto la presidente dell’Adsi – “sono dei luoghi non delocalizzabili. Sono qui e rappresentano l’identità del Paese”. Nel 2024, in particolare, queste strutture “hanno attratto 35 milioni di visitatori, circa 20mila dimore storiche, private o beni vincolati, sono aperte al pubblico. E se i musei pubblici attirano circa 49 milioni di visitatori, quelli privati ne richiamano appunto 35”.

Numeri che fanno riflettere: queste realtà, spesso mantenute da famiglie o fondazioni private, competono in termini di pubblico con i principali poli museali pubblici, senza però disporre delle stesse risorse o tutele. Eppure, generano economia, lavoro e valore.

Siamo una filiera importante di economia, sia sulla filiera del restauro con 1,9 miliardi di investimenti negli ultimi tre anni, sia per la filiera del turismo. Oggi possiamo dire che le due entità possono rappresentare il 2% dell’occupazione del Paese, quindi questo è assolutamente un settore da sviluppare e incrementare, a beneficio anche di quei territori che stanno rischiando lo spopolamento. Grazie a queste iniziative potremo riportare attrattività e identità alla nostra meravigliosa Italia”, ha concluso Odescalchi.

Marco Leardi, 24 luglio 2025

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