Caffè avvelenato

Djokovic ridiventa buono

Ogni giorno un po’ di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar, come tutti gli italiani, siamo prede della febbre tennistica. E, delusi dalla sconfitta di Jannik Sinner agli US Open, ci consoliamo con il ritorno di un altro campione: Novak Djokovic. Lui, finalmente, può rifarsi una verginità. Già.

Vi ricordate l’antieroe per eccellenza? Antipatico col pubblico, sprezzante, ma soprattutto no vax. Per questa sua indole ribelle, in era Covid, si ritrovò costretto ad affrontare il suo avversario più temibile: non le autorità australiane, che arrivarono a espellerlo dal Paese perché non era vaccinato, bensì Roberto Burioni, il quale, appreso del suo rifiuto di immunizzarsi, ne volle cantare il de profundis. Ma oltre a tutto ciò, Nole aveva pure un altro paio di pessime inclinazioni: essere religioso ed essere un patriota serbo.

Legato alla nazione natia, che dal punto di vista culturale e politico pende pericolosamente a destra. Adesso, però, il vento è cambiato: Djokovic ha sostenuto le proteste degli studenti contro il governo di Aleksandar Vucic e i vertici di Belgrado lo hanno liquidato come un “traditore”. Al punto che, a quanto pare, lui e la sua famiglia se ne sono andati in Grecia. Dubitiamo che nel frattempo si siano vaccinati, ma la pandemia è passata e questa abiura è già un grande passo in avanti. Forse Burioni può ritirare la vecchia viro-fatwa. Se i due vogliono farsi un caffè insieme, il nostro bar è aperto.

Il Barista, 12 settembre 2025

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