Nel pieno di una fase storica segnata da tensioni internazionali, transizione energetica e ridefinizione delle catene strategiche, il mare torna al centro dell’economia globale. Non solo come infrastruttura naturale per i trasporti, ma come spazio di innovazione tecnologica, di competitività, di sicurezza e difesa. Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fincantieri, ha illustrato a Nicolaporro.it i dettagli più strategici di questo scenario, nel quale l’azienda da lui guidata, leader mondiale della navalmeccanica ad alta complessità, svolge un ruolo primario, con commesse record per oltre 15 miliardi nel 2024 e con il titolo in Borsa che ha più che triplicato il proprio valore nell’ultimo anno.
“Nell’economia del mare, e in particolare nella costruzione di navi, abbiamo il vento in poppa, sia per quanto riguarda il business storico delle crociere, sia per quanto riguarda la difesa, sia per quanto riguarda le navi da lavoro, quelle per costruire in mare l’offshore”, ha dichiarato Folgiero ai nostri microfoni. Il riferimento è alla trasformazione in corso nel comparto navalmeccanico, dove il know-how industriale italiano si sta rivelando decisivo in tutti i segmenti chiave.
Ma è nel campo della difesa subacquea che si sta giocando la partita più avanzata. “Il progetto più ambizioso è sicuramente quello della subacquea: stiamo lavorando per mettere in acqua i primi droni autonomi, che saranno in grado di svolgere la protezione delle infrastrutture e il monitoraggio dei fondali. Temi che saranno sempre più importanti anche nel prossimo ciclo e dal punto di vista politico”, ha spiegato il top manager.
Una visione che Folgiero ha già portato sul tavolo internazionale. “Alla recente conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina abbiamo presentato un progetto molto ambizioso per proteggere il porto di Odessa con una bolla di 25 chilometri, che comincia dalla protezione delle infrastrutture fisiche e poi si muove anche sui fondali e con la comunità di scoperta fino a 25 chilometri. Per la parte di minaccia subacquea dei porti abbiamo lavorato sui droni e sulle cortine sonar. Il progetto per Odessa è un po’ un lancio, ma penso che la protezione dei porti sia un tema molto importante e bisogna attivare nuove tecnologie che consentano di mettere in sicurezza questi hub sempre più strategici”, ha illustrato il ceo di Fincantieri.
La rotta è chiara: innovazione, sovranità tecnologica e centralità strategica. E proprio su quest’ultimo punto, Folgiero non ha dubbi sul ruolo che il nostro Paese può e deve giocare. “L’Italia ha la fortuna di avere un’industria del mare che è tra le prime al mondo, sia per quanto riguarda le navi, sia per quanto riguarda gli armatori e le tecnologie del mare. Il mondo in generale sta scoprendo che l’economia marittima è un’economia geopolitica: è quello che dice sempre Trump, ma lo stanno dicendo anche gli indiani e lo stanno facendo i cinesi negli ultimi 25 anni. Quindi l’Italia ha un asset che non è rappresentato solo da Fincantieri, ma da tutta la catena del valore del mare, che secondo me nel prossimo ciclo industriale e geopolitico farà sempre più premio”.
Marco Leardi, 27 luglio 2025
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