Cronaca

È già finito il viaggio della Global Sumud Flotilla: il blitz al largo di Creta

Le imbarcazioni dirette verso Gaza bloccate durante la notte: "Laser e armi contro di noi". Israele: "A bordo c'era droga"

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Nella notte tra il 29 e il 30 aprile, la Global Sumud Flotilla è stata intercettata da motoscafi israeliani nei pressi di Creta. Il gruppo era composto da 58 imbarcazioni, di cui una ventina sono state fermate mentre cercavano di navigare verso la Striscia di Gaza. A bordo delle navi c’erano circa 400 attivisti, che sarebbero stati arrestati, e che hanno definito l’operazione un vero e proprio “rapimento”.

Azioni rapide e uso di tecnologia laser

La flottiglia è stata raggiunta da mezzi navali israeliani che hanno utilizzato armi e laser per immobilizzare le imbarcazioni. Gli attivisti riferiscono che i laser sono stati puntati direttamente sulle navi per bloccarle, creando momenti di forte tensione. Alcuni raccontano di essere stati costretti a fermarsi per via delle intimidazioni ricevute.

Gli attivisti parlano di un’azione coordinata per impedire il raggiungimento delle coste di Gaza e portare aiuti umanitari. Secondo quanto dichiarato, l’operazione di intercettazione sarebbe avvenuta senza aver ricevuto alcuna resistenza da parte loro. Le navi, scrive la Sumud, sono state “avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti ‘israeliani’, i quali, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS”.

“Le nostre imbarcazioni sono state sequestrate: i nostri uomini in mare risultano ancora dispersi”, ha riferito l’organizzazione. “Nel corso di un violento raid in acque internazionali, le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e sistematicamente neutralizzato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, lasciando intenzionalmente centinaia di civili alla deriva su imbarcazioni danneggiate e senza energia, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, compromettendo la loro capacità di coordinarsi o di chiedere aiuto”.

Il progetto Global Sumud si proponeva di navigare verso Gaza per attirare l’attenzione sulla situazione umanitaria nella zona. Gli organizzatori hanno definito quanto accaduto un atto grave e hanno richiesto l’intervento di organizzazioni internazionali competenti. Uno degli attivisti ha raccontato: “Il nostro obiettivo era pacifico. Volevamo portare solidarietà, non conflitti”.

“Le azioni di Israele di questa sera segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria”, si legge in una nota della Flotilla. “Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta – aggiunge – un’affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze. Chiediamo che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni”.

La Flotilla era composta da diverse nazionalità e includeva attivisti provenienti da vari Paesi. Le navi trasportavano materiali definiti “non bellici” come medicinali e forniture alimentari. Secondo i partecipanti, l’intenzione era quella di superare il blocco imposto da Israele e offrire supporto alla popolazione della Striscia di Gaza. Diversa la posizione di Israele, secondo cui “l’assistenza medica trovata a bordo della Flottila sarebbe costituita da preservativi e droga”. “Un’altra flottiglia provocatoria è stata fermata prima di raggiungere la nostra area. I nostri coraggiosi soldati dell’Idf stanno agendo con professionalità e determinazione nell’affrontare un gruppo di agitatori deliranti in cerca di attenzione”, ha scritto su X l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon.

Conseguenze dell’intervento al largo di Creta

Mentre la maggior parte delle imbarcazioni è riuscita a sfuggire e a cambiare rotta, le 22 navi bloccate hanno subito l’arresto degli equipaggi e il sequestro dei beni trasportati. Le autorità israeliane non hanno rilasciato dichiarazioni sui dettagli dell’intervento, ma hanno confermato la necessità di mantenere le restrizioni navali nella regione.

Intanto il Ministero degli Esteri italiano fa sapere di aver “ricevuto informazioni sull’avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flotilla salpate nei giorni scorsi per una navigazione verso Gaza”. “Il ministro degli Esteri Antonio Tajani – si legge nella nota – ha chiesto immediatamente all’Unità di Crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e all’ambasciata d’Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione in corso e permettere al Governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati”.

Immediata la protesta della sinistra italiana, da Bonelli a Fratoianni. Anche Elly Schlein ha emesso una nota di condanna: “L’esercito israeliano sta abbordando illegalmente le barche della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari. Questa è pirateria internazionale. Si tratta nuovamente di una inaccettabile violazione del diritto del mare, fatta con arroganza a largo di Cipro, in acque internazionali a 50 miglia dalle coste greche e quindi dall’Europa. Da alcune ore si sono persi i contatti con gli attivisti umanitari a bordo. L’abbordaggio è illegale e gli attivisti sono stati sequestrati in acque internazionali. Questa operazione illegale dell’IDF deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati. Le istituzioni europee e il Governo italiano esprimano una chiara condanna e facciano tutto quanto in loro potere per tutelare la sicurezza degli attivisti sequestrati, per garantirne l’immediato rilascio e per ottenere lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi a Gaza”.

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