
Il Tribunale di Busto Arsizio ha assolto 21 attivisti dei movimenti ambientalisti Ultima Generazione, Scientist Rebellion ed Extinction Rebellion imputati per il tentativo di blocco dell’area riservata ai jet privati all’aeroporto di Malpensa, avvenuto il 14 febbraio 2023. La sentenza di primo grado, pronunciata ieri, ha stabilito l’assoluzione dalle accuse di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste, mentre per l’imbrattamento è stata riconosciuta la tenuità del fatto.
L’azione, definita dagli organizzatori come un atto di disobbedienza civile nonviolenta, rientrava nella campagna internazionale “Make Them Pay”, nata per denunciare gli extraconsumi dei super ricchi e il loro impatto sul clima, con particolare riferimento all’uso dei jet privati. Quel giorno i manifestanti imbrattarono con vernice bianca le vetrate del terminal e bloccarono l’accesso ai parcheggi per le auto. Una decina di attivisti si incollò inoltre i palmi delle mani sull’asfalto davanti a un jet privato parcheggiato nello scalo. L’intervento delle forze dell’ordine portò all’allontanamento dei presenti e alla successiva denuncia.
Soddisfazione è stata espressa da Ultima Generazione, che in una nota sottolinea come “questa è la 57esima assoluzione per un’azione condotta da Ultima Generazione; in un paese (ancora) democratico la protesta non può essere un reato e il destino di leggi fatte ad hoc con lo scopo di criminalizzarla è di essere dichiarate incostituzionali”. Nel comunicato gli attivisti aggiungono che “non sarà facile, perché nel frattempo saranno compiute altre azioni dirette e arriveranno altri processi, ma così andrà”.
La vicenda giudiziaria, infatti, non si chiude qui. Un nuovo procedimento è già alle porte: a Milano, venerdì 19 dicembre alle 12.30, è in programma l’udienza predibattimentale che vede imputate 12 persone per diverse azioni compiute tra il 2022 e il 2023. Tra queste figurano l’imbrattamento della facciata della Scala del 7 dicembre 2022 e quello della statua di Vittorio Emanuele II del 9 marzo 2023. Alla stessa ora è stato annunciato un presidio di solidarietà davanti al tribunale.
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