Daniele Compatangelo, giornalista italiano e corrispondente da Washington per La7, è stato trovato senza vita nella sua abitazione della capitale statunitense. A confermare il decesso è stata la madre, che ha dichiarato che si è trattato di un malore improvviso. Compatangelo aveva 50 anni ed era noto per la recente intervista telefonica a Donald Trump, che aveva scatenato uno scontro con la premier Giorgia Meloni.
Una lunga carriera tra reportage e primi piani
Nato a Savona il 15 novembre 1975 e cresciuto a Torino, Compatangelo ha vissuto a Roma prima di trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti. Con alle spalle 25 anni di esperienza, aveva collaborato con molte testate italiane, tra cui Sky e il Secolo XIX. Aveva anche curato uffici stampa di rilievo e coperto eventi internazionali come ben otto edizioni dei Giochi Olimpici, dalla prima partecipazione a Sydney nel 2000 fino a Londra 2012.
Premi e riconoscimenti per il documentario investigativo
Compatangelo ha realizzato reportage trasmessi da RSI, Rai e Mediaset, ottenendo anche riconoscimenti per il suo lavoro investigativo. Nel giugno 2011, il suo documentario “The Los Angeles Breakdown” ha ricevuto la Menzione d’Onore al prestigioso Southern California Journalism Awards. Questo premio gli è stato riconosciuto per la qualità dell’approccio giornalistico e per le tematiche affrontate nel documentario.
Oltre alla collaborazione con La7, Compatangelo aveva assunto il ruolo di presidente della White House Foreign Correspondents’ Association (WHFCA).
La scoperta del corpo e le prime indagini
Il corpo senza vita di Compatangelo è stato trovato nella sua residenza di Washington. Le autorità statunitensi hanno escluso segni di violenza sul corpo del giornalista, facendo ipotizzare un decesso naturale. Al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze del malore.
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