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È tornata la censura Covid. Ecco il video che ha ‘condannato’ il presunto “No Vax”

L'ematologo Bellavite, già professore universitario, insieme a Eugenio Serravalle è la pietra dello scandalo che ha portato il ministro Schillaci a revocare il "Gruppo Vaccini"

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È tornata la censura Covid. È tornato il giornale unico del virus. La messa alla gogna di chi osa scostarsi dal pensiero mainstream. La mannaia sul collo di chi è inviso ai Burioni&co, qualsiasi cosa abbia detto, qualsiasi corso di studi abbia seguito.

In questi giorni il Ministero della Salute ha preso una decisione che riguarda il Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, conosciuto come Nitag. Il 5 agosto 2025 il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva firmato il decreto che nominava i 22 membri di questo organismo, che dal 2021 supporta il Ministero sulle politiche vaccinali in Italia. Nel giro di dieci giorni però, una serie di polemiche ha portato alla revoca completa di tutte le nomine.

Polemiche sulle nomine di Bellavite e Serravalle all’origine dello scontro

Le discussioni sono iniziate quando sono stati scelti Paolo Bellavite ed Eugenio Serravalle tra i membri del Gruppo. Entrambi sono medici italiani noti per avere posizioni critiche sulle vaccinazioni: si sono detti scettici sull’efficacia dei vaccini contro il Covid e in generale sulle vaccinazioni pediatriche. La loro presenza nella commissione ha attirato subito molte critiche, sia da parte di gruppi medici che pubblicamente sulle pagine dei giornali e sui social. Il dibattito si è acceso e diversi membri del mondo scientifico hanno detto che la presenza di medici “no-vax” nel gruppo rischiava di minare la fiducia della popolazione nelle campagne vaccinali.

Il punto è che i due non si definiscono “no vax”. Soprattutto Bellavite, che nopn è l’ultimo scappato di casa ma ha insegnato Patologia generale all’Università di Verona. Il quale oggi a Repubblica ha chiarito la sua posizione: “Non sono dispiaciuto per me, ma per l’Italia. Avevo capito che finalmente ci sarebbe stata un po’ di discussione seria nel dibattito sui vaccini. Finora il Nitag non aveva avuto grande importanza, adesso con componenti portatori di punti di vista diversi avremmo avuto un organo un po’ più competente – ha detto – Siamo stati accusati di essere No-Vax. Anche se lo fossimo, e non lo siamo, eventuali nostri dubbi sulle politiche vaccinali, se gli altri venti membri fossero stati straconvinti delle decisioni da adottare, non avrebbero inciso. Perché loro avrebbero avuto la maggioranza assoluta. Però avremmo portato un po’ di vivacità”.

Poi l’affondo su Schillaci e sui colleghi che avevano firmato una petizione contro di loro: “Io sono stato e sono uno scienziato”, dice, “Non sono un medico no vax, per me è un’offesa, né un omeopata, ho un curriculum di tutto rispetto, ho pubblicato 170 articoli scientifici e sono stato citato diecimila volte da altri autori, altro che Burioni. Non sono contrario alle vaccinazioni ma all’obbligo”.

Revoca totale dei membri del Nitag firmata dal ministro Schillaci

A seguito delle polemiche, il 16 agosto 2025 Orazio Schillaci, attuale ministro della Salute, ha firmato un nuovo decreto che revoca la nomina di tutti i membri del Nitag. La revoca riguarda non solo Bellavite e Serravalle, ma l’intera commissione di 22 persone che era stata appena nominata dieci giorni prima. Il decreto riguarda quindi tutta la struttura chiamata a guidare le politiche vaccinali in Italia, non solo i due professionisti più discussi.

Bellavite durante il Covid finì al centro di una bufera mediatica per aver detto, a Di Martedì con Giovanni Floris, che “gli italiani che hanno paura dei vaccini hanno ragione in un certo senso. Non abbiamo molte certezze tra la vera relazione tra un beneficio e il rischio. Dobbiamo sapere che siamo in una vera e propria sperimentazione, che finirà nel 2022”. Non si può dire? È forse vietato? Bisogna magari chiedere il permesso a Burioni?

Le prossime tappe dopo la revoca della commissione

Il ministero della Salute ha comunicato che si dovrà ora avviare una nuova procedura per nominare i membri del gruppo. Il decreto firmato il 16 agosto ha infatti “azzerato” la commissione e la macchina amministrativa dovrà selezionare nuovamente i professionisti chiamati a collaborare con il Ministero sulle politiche vaccinali. Il Nitag torna quindi a essere da ricostruire nella sua struttura e nei suoi membri.

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