È ufficiale, da oggi: la decisione a sorpresa degli Houti

I ribelli dello Yemen annunciano ad Hamas che accettano la tregua e non lanceranno più missili. Cma-Cgm prima a dirottare le sue navi verso Suez

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Houthi_yemen

Di Gaza i media non parlano più se non con qualche rara eccezione; il genocidio è rimasto praticamente una preghiera serale della rapporteur delle Nazioni Unite, Francesca Albanese; ora ci si mettono anche i ribelli Houthi che hanno ufficialmente annunciato di aver sospeso gli attacchi marittimi contro tutte le navi mercantili che transitano nel Mar Rosso, in primis quelle israeliane e di aver revocato il cosiddetto blocco navale imposto ai porti israeliani.

L’annuncio è stato dato direttamente ad Hamas con una lettera inviata alla brigata militare di Hamas, le Kata’ib al-Qassam, dal nuovo capo di stato maggiore Houthi, Yousef Hassan Al-Madani, che è subentrato a Mohammed Al-Ghamari dopo la sua morte in un raid aereo israeliano.

Da Houthi a Più-Houthi. Incredibile e come il Medio Oriente cambi scenari in tempi rapidissimi e come i media siano interessati a questi scenari solo se si accoppiano con il loro story telling delle realtà inesistenti. E dietro la scelta di cessare il fuoco sulle navi si celerebbe anche il brusco rallentamento degli approvvigionamenti di armi e di risorse finanziarie che arrivavano dal Qatar ma specialmente dall’Iran.

Gli attacchi Houthi, hanno provocato in questi mesi la morte di almeno nove marinai e l’affondamento di quattro navi; ma specialmente avevano e hanno provocato un terremoto nell’assetto dei traffici marittimi mondiali, che aveva come precedenti solo le due chiusure di Suez. Per mesi, al fine di evitare il rischio di entrare nel mirino dei missili yemeniti, le grandi compagnie armatoriali hanno scelto di dirottare le loro navi lungo la rotta più lunga e più costosa del periplo dell’Africa attraverso il capo di Nuova Speranza. Rotta che ha assorbito un numero sempre maggiore di navi (specie nel settore container) e sempre di maggiore dimensione, alimentando, con un distorto rapporto tonnellate-miglia una crescita costante dei noli marittimi.

Da quando è iniziata la tregua tra Hamas e Israele, il 10 ottobre, gli Houthi non hanno rivendicato nuovi attacchi. Nel frattempo, l’Egitto ha dichiarato ufficialmente di essere impegnato nella elaborazione di piani per la ripresa del traffico commerciale attraverso il Canale di Suez e la compagnia francese CMA CGM (che fa capo alla famiglia franco libanese Saade) è stata la prima a annunciare il riutilizzo del Canale.

E mentre i Pro-Pal sventolano le loro bandiere tutto, ma davvero tutto, sta cambiando anche nel Sud di Israele. Un’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal sito Shomrin ha rivelato che gli Stati Uniti stanno valutando piani per costruire una grande base militare lungo il confine tra Israele e la Striscia di Gaza, con caserme in grado di ospitare alcune migliaia di soldati americani quale “forza internazionale di internazionale di stabilizzazione”.

Alla fine di ottobre, il nuovo Centro di Coordinamento Civile-Militare (CMCC) degli Stati Uniti ha iniziato a operare a Kiryat Gat.

Bruno Dardani, 11 novembre 2025

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