
Abbiamo dei personaggi leggendari in Italia e non lo sappiamo, non li valorizziamo a dovere, uno è il compagno Arturo Scotto, corrente marinaresca del Piddì, uno dei pirati dei gazawi, che appena è partito è tornato al grido “coraggio che scappiamo” ma con molta contrarietà: lui il viaggio di rimbarco, dal mare al cielo, in business class pagata da noialtri terrestri, proprio non l’ha digerito, si è opposto quasi con tutte le sue forze, forse avrebbe preteso il Kremlino volante del compagno Putin, noblesse oblige. Comunque, essendo impermeabile al ridicolo, il compagno Arturo ha deciso di fare un salto di qualità, un upgrade nel sussiego cosmicomico pubblicando uno striminzito video dei favoleggiati aiuti al mitizzato popolo palestinese. Una roba epocale!
Fin dalla rubrica: “Molti hanno scritto che non c’erano aiuti umanitari (sic!) sulle navi della Global Sumud Flottilla (con due T, sic!). O addirittura che c’era solo alcool. Ecco qui gli aiuti che portavamo”. Che si sono persi i palestinesi: due cartoni con dentro un paio di pacchetti di pasta dell’eurospin. Quando si dice salvare il mondo. Col digiuno. Vai Ghandi, che sei solo! Digiunanti di tutto il mondo, unitevi, che arriva il compagno Arturo!
Il video, manco a dirlo, altro che virale: è immediatamente esploso in un bombardamento di perculate, alcune sinceramente geniali. Centinaia di migliaia di visualizzazioni, manco una di stima: chi sa che si aspettava, il compagno pirata. Cogliamo fior da fiore: “Pensavo fosse un post satirico, invece è serio”. “Che cialtroni che siete. 3 sacchetti di pasta?”. “Trovatevi un lavoro al circo che siete più credibili”. “Manco al supermercato quando si fa la spesa solidale si è così micragnosi, dai”. “Ce n’è quasi da sfamare l’intera Flotilla, Artie, chissene dei palestinesi”. “Ottimo, sufficiente per un condominio di formiche”. Qualcuno è più pignolo: “Non si fa così un pacco alimentare, tutto mischiato”. “Artie, qualcuno deve averti hackerato il profilo per screditarti”. “C’è anche la pasta integrale [dici nel video]: come se in carestia la preoccupazione fosse di non ingrassare”. “4 scatole, metà ve le siete magnate”. “Minchia, che scorpacciate”. “Sembra la merenda degli scout”. O degli Scotto, uno che, non dimentichiamolo, oltre che guerrillero flotillero, parlamentero, antifà, è pure “Presidente dell’Associazione ‘Compagno è il mondo’, roba tosta, soprattutto matura, razionale. Con un perché. Già, perché? Il mondo, non si è fermato mai un momento, compagno senza infingimento, la flotta insegue la sua rotta, lalalalalalalalalala, gira Arturo gira, per i social senza fine, con gli aiuti appena dati, con gli aiuti già finiti”.
Compagno, noi ti perdoniamo ma non farlo più: ci stiamo scompisciando da due giorni, non ne abbiamo più e con noi un sacco di compagni che un minimo senso dell’imbarazzo ancora lo conservano. E tu potrai anche dirci che la gratitudine non è di questo mondo capitalista, ma devi anche capire: voi compagni del mondo siete totalmente alienati, staccati da ogni realtà, un video così poteva farlo giusto un salisiano, un grillino o un presidente dell’associazione compagno mondo. Siamo oltre De Filippo: il compagno Arturo, catafratto al senso del limite, tradisce una excusatio non petita quanto agli alcoolici, ma allo stesso tempo legittima i peggiori sospetti sui flotilleri: più navigavano e più trincavano e soprattutto pappavano, ai gazawi se non li fermava pietosamente Israele portavano le scatole vuote. Non è per infierire, ma a vederli tornati, così pasciuti, abbronzati, conditi di crema (solare) come dei cotolettoni, non ricordavano esattamente dei corsari della solidarietà, più che altro, facevano pensare al colossale cardinale di “7 chili in 7 giorni”, quello che andava a portare gli aiuti e i bambini emaciati lo guardavano come a dirgli, ma padre: te magni tutto te…
Siamo a vette di comicità surreale, roba che Cochi e Renato si sarebbero lasciati morire di fame per immaginarla. Noi, per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo avremmo una perpessità: ma che figura ci facciamo? Voglio dire, anche con Hamas, perché sappiamo tutti che gli aiuti erano per lei, altro che popolo palestinese, altro che fri palestai. Cioè uno si presenta a casa d’altri così? A mani vuote, con la bocca ancora sporca di sugo? E dai, su. Poi dice quelli ci vengono a fare gli attentati qui. Ma per forza! Scotto reca tre pacchi di pasta scotta, però se li riporta a casa. Fra tanta gente rossa, ma non di vergogna, una cosa bella: c’è chi il compagno Scotto lo supera, è la compagna Lella che traccia al cospetto dei socialisti riuniti a congresso ad Amsterdam il seguente sillogismo da ricovero: “Ranucci ha subito un attentato (ancora tutto da chiarire, da ricondurre a matrice), comanda l’estrema destra, la democrazia è a rischio”.
Meloni, che si è appena sentita definire puttana da Landini, difeso dalla sinistra in blocco, se la cava con un commento benevolo, e potrebbe andarci, anche istituzionalmente, con la forza del regime, molto più dura: “Siamo al delirio”. Ma non è delirio, è qualcosa oltre il carognesco, oltre l’infame, senza neppure più l’alibi della mediocrità di una eterna ereditiera sardinista. Lella sa benissimo che una destra estrema, fascista, avrebbe proceduto subito coi rastrellamenti mettendo fuorilegge la sinistra, quella sì estrema, massimalista, che s’inventa uno sciopero la settimana sfasciando il Paese, depredandolo, tenendo sotto ricatto i cittadini; la sinistra del cinismo coglione che si affida ai maranza per le devastazioni perché, nella totale latitanza di idee, punta esclusivamente alla guerra civile se non al terrorismo esplicito. Uscite del genere non appartengono al peggiore lessico politico, sono dichiarazioni di guerra, tese a fomentare la lotta armata, e vanno oltre l’irresponsabilità. Qualcosa di inammissibile, di incredibile, di demenziale, che va perfino oltre il video sussidiario del compagno Arturo.
Max Del Papa, 18 ottobre 2025
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