
Ecco i 10 punti della proposta iraniana, secondo l’agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA, e i possibili punti di conflitto con gli obiettivi di Washington.
1. Una garanzia americana di non aggressione nei confronti dell’Iran.
Nella precedente proposta in 15 punti, presentata dai mediatori statunitensi, si offriva solo un cessate il fuoco. I funzionari iraniani vogliono garantire una fine formale e duratura delle ostilità. Questa è una delle principali richieste su cui l’Iran si concentrerà, secondo quanto emerso da interviste con esperti di sicurezza regionali e un ex diplomatico iraniano.
2. L’Iran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz.
Questo diventerà probabilmente un punto critico. La capacità dell’Iran di bloccare il traffico attraverso lo stretto, tramite il quale transita un quinto del petrolio mondiale, ha causato gravi danni all’economia globale. È molto improbabile che Washington o i Paesi arabi del Golfo accettino questa condizione.
3. Porre fine alla guerra regionale su tutti i fronti, compreso quello contro l’alleato dell’Iran, Hezbollah, in Libano.
Questo potrebbe diventare un punto di convergenza finale. Gli Stati Uniti e Israele vogliono che Teheran argini l’alleanza di milizie che ha creato nella regione, denominata “Asse della Resistenza”. Molte di queste milizie sono intervenute in difesa dell’Iran nell’attuale conflitto, lanciando attacchi con droni e missili contro obiettivi statunitensi, paesi del Golfo e Israele. Tra queste figurava il gruppo armato libanese Hezbollah, a cui Israele ha risposto con una grande offensiva. Israele ha poi annunciato l’intenzione di occupare parti del Libano meridionale.
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Israele afferma che l’attuale cessate il fuoco non si applica alle sue operazioni in Libano. Resta da vedere se il fronte libanese potrà essere incluso in un accordo a lungo termine.
4. Ritiro delle forze combattenti statunitensi da tutte le basi e posizioni nella regione.
Le forze statunitensi mantengono basi negli stati arabi del Golfo, in Israele e in Iraq. È difficile immaginare uno scenario in cui gli Stati Uniti accetterebbero una simile proposta.
5. Risarcimenti all’Iran per i danni di guerra.
L’Iran ha subito una distruzione devastante, non solo a livello di siti militari, ma anche di infrastrutture critiche, tra cui impianti farmaceutici e siderurgici, ponti, università e impianti energetici. Non vi è alcuna indicazione che i funzionari statunitensi prenderebbero in considerazione l’offerta di un risarcimento.
6. Riconoscimento del diritto dell’Iran all’arricchimento nucleare.
Questa posizione è diametralmente opposta alle recenti dichiarazioni del signor Trump, che ha nuovamente invocato l’arricchimento zero dell’uranio. Alcuni diplomatici regionali hanno cercato di ammorbidire le richieste statunitensi, suggerendo che Teheran potrebbe invece accettare di non condurre attivamente l’arricchimento, o di limitarlo a una quantità simbolica, al livello minimo consentito per scopi civili. Non è ancora chiaro se Washington accetterebbe tale proposta.
7. Revoca di tutte le principali sanzioni contro l’Iran.
Dalla fondazione della Repubblica Islamica dopo la rivoluzione del 1979, Washington ha imposto all’Iran diverse forme di sanzioni primarie, ovvero restrizioni dirette sulle transazioni finanziarie. Nei precedenti negoziati, i mediatori si sono proposti di ottenere la revoca di alcune sanzioni statunitensi in cambio di concessioni sul programma nucleare iraniano. La stessa dichiarazione del signor Trump di mercoledì ha accennato all’idea di offrire “alleggerimento delle tariffe e delle sanzioni”.
8. Revoca di tutte le sanzioni secondarie contro l’Iran.
Oltre a bloccare direttamente gli scambi commerciali con l’Iran, gli Stati Uniti impongono anche sanzioni che penalizzano altri Paesi o aziende non statunitensi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran. Come per il punto relativo alle sanzioni primarie, anche questa parte della proposta sarebbe probabilmente negoziabile a seconda di ciò che l’Iran offrirà.
9. Abrogazione di tutte le risoluzioni contro l’Iran da parte del Consiglio dei Governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Lo scorso giugno, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha approvato per la prima volta in 20 anni una risoluzione contro l’Iran, affermando che quest’ultimo non rispettava i propri obblighi di non proliferazione nucleare, una mossa che l’Iran ha condannato come politica. Washington non può obbligare l’AIEA a revocare le sue risoluzioni, ma potrebbe forse fare pressione sui paesi alleati affinché lo facciano nell’ambito di un accordo globale con l’Iran.
10. Revoca di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro l’Iran.
Ci sono state diverse risoluzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran, in particolare sulla questione della proliferazione nucleare. Lo scorso ottobre, le Nazioni Unite hanno reintrodotto le sanzioni contro l’Iran, affermando che quest’ultimo aveva violato l’accordo del 2015 per limitare l’arricchimento dell’uranio.
Marco Perduca, 9 aprile 2026
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