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Ecco i “buoni” della Cgil: “Meloni? La vedo a piazzale Loreto”

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Per un’intera settimana è stato chiesto a Matteo Salvini e Giorgia Meloni di scendere in piazza con la Cgil per manifestare contro il fascismo e a favore della democrazia. Bene. Il centrodestra ha ovviamente declinato l’invito, anche per evitare di essere sommerso di fischi. Perché quella piazza era tutt’altro che trasversale. Era ideologica. Lo dimostrano le frasi raccolte tra i manifestanti da Quarta Repubblica. Tra le 200mila persone chiamate a raccolta da Maurizio Landini c’era chi sventolava la bandiera rossa dell’Unione Sovietica, chi si diceva marxista, chi castrista, chi non disdegnava la falce, il martello e il pugno chiuso. Insomma: una piazza rossa, che più rossa non si può. Potremmo dire: orgogliosamente comunista. E che di Salvini e Meloni ha tutt’altro che una buona opinione. Non nel senso che non ne condivide le idee, quello è legittimo. Ma nel senso che li bollano come “fascisti“, dunque non degni di far parte del “modo giusto di stare al mondo”. O sei di sinistra, o non sei degno di partecipare alla vita politica.

A destare scalpore è stata soprattutto la frase pronunciata da uno dei manifestanti. “La Meloni – ha detto un signore in maglietta e cappellino rosso – la immagino più tipo in piazzale Loreto”. Cioè appesa a testa in giù. Una frase choc, da cui si attende almeno una presa di distanza da parte della Cgil, del Pd, del M5S e di tutti i movimenti presenti in piazza.

Ps: nessuno ha fatto notare che di mascherine, nell’assembramento antifascista di sabato, ce n’erano davvero pochine. Eppure all’aperto, quando non si può mantenere un metro di distanza, come in questo caso, sarebbero ancora obbligatorie.

Quarta Repubblica, dalla puntata del 19 ottobre 2021