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Ecco la “cultura” del Leoncavallo: petardi e disordini, uova sulla polizia

Proteste contro lo sgombero del centro sociale. La Lega attacca la sinistra che sta coi leoncavallini

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Milano è stata teatro di un’imponente manifestazione in difesa del centro sociale Leoncavallo, sgomberato lo scorso 21 agosto. L’evento, denominato “Giù le mani dalla città”, ha visto la partecipazione di persone da tutta Italia. Due cortei sono partiti rispettivamente dalla Stazione Centrale e da Piazza Venezia, percorrendo le principali vie cittadine e attirando una folla variegata di attivisti, simpatizzanti e residenti.

Episodi di tensione in piazza Tricolore

Durante il percorso verso piazza Duomo, uno dei due cortei ha registrato episodi di tensione in prossimità di piazza Tricolore. Un gruppo di circa quaranta manifestanti si è separato dal corteo principale, lanciando uova e petardi contro gli agenti schierati a protezione dell’area vicino alla Prefettura. Gli antagonisti hanno anche acceso fumogeni, aumentando il nervosismo tra i partecipanti. La polizia, in tenuta antisommossa, ha mantenuto una linea di contenimento, impedendo al gruppo di avanzare oltre.

Irruzione simbolica nel cantiere del Pirellino

Un altro momento significativo si è registrato in via Melchiorre Gioia, dove alcuni partecipanti hanno effettuato una protesta simbolica all’interno del cantiere del “Pirellino”, un edificio al centro di un’inchiesta sull’urbanistica milanese. Gli attivisti hanno utilizzato le scale del cantiere per salire sulla struttura e lanciare slogan contro il Comune e Manfredi Catella, manager indagato per presunti abusi edilizi. Durante l’episodio sono stati accesi fumogeni e sono stati lanciati appelli contro la speculazione edilizia, il tutto senza episodi di forza contro le forze dell’ordine presenti.

Il cuore della protesta riguarda il futuro del centro sociale Leoncavallo, considerato dagli organizzatori un “simbolo di cultura” e aggregazione per la città di Milano. I manifestanti hanno criticato le politiche urbanistiche che, secondo loro, mettono a rischio gli spazi autogestiti in città. L’avvicinamento pacifico del corteo verso piazza Duomo è stato programmato per le 18, quando la piazza sarebbe stata libera in seguito alla conclusione del Giubileo del mondo della scuola.

Le reazioni delle istituzioni

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si è espresso sulla manifestazione, dichiarando: “Leggo di disordini, con lanci di petardi e di uova contro le forze dell’ordine, nel contesto del corteo a favore del Leoncavallo. Il commento più ovvio è ‘nulla di nuovo sotto il sole’. Poi, invece, la razionalità e la condanna per azioni gravi e scellerate. E, soprattutto, la solidarietà e la vicinanza alle donne e agli uomini in divisa.”

“La manifestazione di sostegno ai delinquenti del Leoncavallo non ha avuto i numeri che si aspettavano i giornali e gli stessi organizzatori. Risulta comunque indecente la presenza di Pd e realtà come Cgil e Anpi al fianco di chi vive nell’illegalità e odia le forze dell’ordine – scrivono in una nota Silvia Sardone, vice segretario della Lega e consigliere comunale e Samuele Piscina, segretario provinciale Lega e consigliere comunale – Hanno dimostrato, una volta di più, di essere al fianco di chi non rispetta le leggi. Evidentemente per loro è giusto occupare per decenni non pagando le tasse e le bollette. Come dimenticare gli oltre 805 mila euro di debito al Comune per la Tari dal 2010 e i 3 milioni che devono al Ministero degli Interni. Tra l’altro il cortocircuito a sinistra è ridicolo nella sua evidenza: in piazza esponenti Pd e dei partiti che hanno sostenuto per anni le politiche della giunta Sala, fortemente criticate dalla maggioranza dei presenti al corteo. Stamane abbiamo avuto inoltre un assaggio della violenza degli antagonisti presso l’ex Leoncavallo dove un gruppo di facinorosi ha lanciato grossi petardi e fumogeni verso le forze dell’ordine al grido di “Piantedosi pezzo di m***” e sbandierato il vessillo del Lambretta, al quale il Comune ha assegnato scandalosamente un ex mercato in via Rizzoli. La Lega non starà a guardare ed è pronta a protocollare l’esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti nel caso in cui lo stabile in San Dionigi fosse assegnato, come ormai è scontato, al Leoncavallo”.

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