
Bisogna dirlo chiaramente. Se vai in piazza armato di mattoni, se compri razzi e fuochi di artificio, se prepari bombe carta e scagli il tutto contro gli agenti metti in conto che possa scapparci il morto. Guardate le immagini che pubblichiamo: si vede chiaramente il casco di un poliziotto disintegrato. E se non lo avesse avuto? E se avesse colpito la faccia, coperta “solo” dalla visiera di plastica?
È di sette feriti tra le forze dell’ordine il bilancio degli scontri avvenuti oggi a Torino durante la manifestazione indetta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Gli agenti sono rimasti feriti in seguito al lancio di bottiglie, oggetti contundenti e mattoni da parte dei manifestanti antagonisti.
La tensione è salita nel primo pomeriggio quando il corteo, muovendosi lungo corso Regina Margherita, ha tentato di avvicinarsi allo stabile di Askatasuna, al civico 47, recentemente sgomberato. All’altezza dell’incrocio con via Vanchiglia, i manifestanti hanno trovato lo sbarramento delle forze di polizia a difesa della zona. Ne sono seguiti scontri con lancio di lacrimogeni e l’intervento degli idranti per disperdere i gruppi più violenti. Nonostante i disordini, la manifestazione si è conclusa in piazza Gran Madre, davanti alla chiesa. Nella fase finale del corteo, alcuni manifestanti hanno proiettato scritte luminose sui palazzi della piazza, con slogan offensivi contro le forze dell’ordine e messaggi politici come “Sbirri di merd”*, “Meloni dimettiti” e “Aska libera”.
Dal palco improvvisato in chiusura del corteo, gli organizzatori hanno inoltre rilanciato le prossime iniziative del movimento: una nuova manifestazione per le strade della città il 31 dicembre, un’assemblea nazionale fissata a Torino il 17 gennaio e una manifestazione nazionale annunciata per il 31 gennaio, sempre nel capoluogo piemontese.
Sugli scontri è intervenuto anche il sindaco Stefano Lo Russo, che ha espresso «ferma condanna per gli episodi di violenza», manifestando solidarietà alle forze dell’ordine, ai commercianti e ai cittadini che hanno subito disagi «a pochi giorni dal Natale». «Nulla può giustificare la violenza e i danneggiamenti – ha sottolineato il primo cittadino – si tratta di comportamenti inaccettabili che violano la legalità e compromettono la credibilità e il senso stesso delle rivendicazioni, danneggiando profondamente anche chi è sceso in piazza per manifestare pacificamente le proprie idee». Già, peccato che solo ieri – però – avesse detto di credere ancora nel “patto” tra la città e il centro sociale, perché “le responsabilità penali sono personali”. Ci dica, sindaco: qui non è da condannare l’intera comunità che si è radunata in piazza con l’intento di arrivare allo scontro con la polizia?
La giornata si è così chiusa con un bilancio pesante sul fronte dell’ordine pubblico, mentre restano alte le tensioni attorno allo sgombero di Askatasuna e alle iniziative annunciate dagli antagonisti nelle prossime settimane.
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