Dicevano i saggi che le scosse di assestamento sono gli ultimi borbottii del vulcano che ha comunque fertilizzato i terreni per prepararli a una nuova stagione. Anche per i partiti politici, questa potrebbe essere una regola aurea; di certo se lo augurano i sardi, specie quelli che votano il PSdAz, il Partito sardo d’azione, che – pochi lo sanno – è il più antico e consolidato partito autonomista certo d’Europa.
Dopo aver perso la Regione che avevano riconquistato dopo trent’anni, grazie al loro leader Christian Solinas, gli aderenti al Partito sembra oggi essere al centro di una vera e propria serie di scosse di assestamento che – secondo gli addetti ai lavori – potrebbe sfociare in un compattamento e in una riconquista di quel ruolo di ago della bilancia anche fra destra e sinistra che il PSdAZ, ha storicamente ricoperto determinando e talora squassando gli equilibri politici dell’isola.
Oggi una uscita di Giancarlo Acciario, vice segretario vicario del Partito, e uomo politico di riferimento di quella area sassarese che da sempre esprime l’intellighenzia politica isolana, è sceso in campo aa dir poco a gamba tesa, con una nota che potrebbe rimescolare le carte provocando probabilmente un compattamento in una forza politica che negli ultimi mesi sembrava aver perso non solo la bussola, ma anche la rotta.
Giancarlo Acciaro, leader storico dei Quattro mori nel Nord-Ovest della Sardegna. Imprenditore di lungo corso e deputato, Assessore Provinciale e Comunale di Sassari, già Segretario Nazionale del Partito nei primi anni ’90 non ha usato parafrasi. Ha attaccato, ricordandone la storia, il leader di una corrente che potrebbe definirsi scissionista, Antonio Moro indicandolo come responsabile di un “polverone” e cassando la pretesta di presentarsi insieme con i suoi compagni di cordata come “innovatore” quando – secondo Acciaro – si tratta invece di “tutta gente – rincara Acciaro – abituata a gestire il potere e che oggi si trova a disagio nel dover soltanto militare nel partito senza una prospettiva certa di nuove prebende”.
Acciaro parla di veleni e rilancia la figura di Solinas, diventato Segretario del partito vincendo il Congresso del 2015 proprio all’insegna del cambiamento, protagonista poi di aver riportato i Quattro mori in Parlamento nel 2018 dopo un quarto di secolo e alla guida della Regione nel 2019 dopo 35 anni dalla Presidenza di Mario Melis del 1984. Nelle elezioni regionali sotto la sua Segreteria il PSd’Az aveva ottenuto le percentuali più alte degli ultimi 70 anni, dopo quelle del “vento sardista”: circa il 10% nel 2019 e il 5,5% nel 2024.
Per Acciaro il percorso deve iniziare là dove si è interrotto e impedendo al Partito di sprofondare nuovamente nelle logiche delle trattative e incarichi “.
L’ascia di guerra è disseppellita e il più vecchio, capace da sempre di rinascere dalle sue ceneri, apparentemente si trova in mezzo a un guado, con conseguenze indirette sul governo futuro dell’isola e perché no, sui rapporti politici anche e con Partiti nazionali. Ma il compattamento lanciato da Acciaro sembra porre davvero le basi per una nuova stagione fertile, come quella che fa seguito alle scosse di assestamento.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


