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Ventun Paesi definiscono l’Iran Stato canaglia. Chi non ha firmato?

Diffuso dal Dipartimento di Stato Usa un ultimatum su criminalità e terrorismo. Italia, non ancora, nella lista dei foirmatari

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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha diffuso in queste ore una nota che, di fatto, spinge più di venti Paesi, in maggioranza europei, a schierarsi al fianco di Washington nel conflitto contro l’Iran. Per la prima volta 21 paesi sottoscrivono un documento che definisce a tutti gli effetti l’Iran uno Stato canaglia. Ovvero il mandante attraverso il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, della forza Al Quds e del ministero dell’Intelligence e della sicurezza, quale mandante di azioni terroristiche e criminali all’interno degli Stati firmatari.

Della lista fanno parte oltre agli Stati Uniti d’America, il Regno Unito, l’Albania , l’Australia, il Belgio, la Bulgaria, il Canada, la Repubblica Ceca, la Danimarca, l’Estonia, la Finlandia, la Francia, la Germania, l’Irlanda, la Lettonia, la Lituania, i Paesi Bassi, la Nuova Zelanda, la Macedonia del Nord, la Norvegia, il Portogallo e la Svezia; tutti Stati che condannano senza appello i complotti letali e le altre azioni maligne in Europa, Nord America e Australia perpetrate dall’Organizzazione di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, dalla Forza Quds e dal Ministero dell’intelligence e della sicurezza, comprese quelle contro dissidenti, giornalisti e comunità e interessi ebraici e israeliani. Siamo uniti nella nostra determinazione a proteggere i nostri paesi e i nostri popoli da queste minacce. Probabile, che la lista dei firmatari si allunghi, visto che ad esempio l’Italia non risulta nell’elenco e tanto meno nell’ultimatum posto all’Iran di porre “ immediatamente fine a queste azioni”.

Il rapporto tra i servizi di sicurezza iraniani e i gruppi criminali internazionali e locali è di lunga data. Il loro utilizzo di questi gruppi è “deplorevole”.

Nel dettaglio i Paesi firmatari condannano inoltre la recente campagna di attacchi in tutta Europa contro le comunità ebraiche, i giornalisti iraniani e gli interessi statunitensi, rivendicata da Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya e sostenuta dai suoi intermediari.

“I tentativi di uccidere, rapire, molestare, intimidire o attaccare in altro modo persone sul nostro territorio – sostengono gli Stati firmatari – minano la sovranità nazionale e le norme internazionali. Tali azioni devono cessare immediatamente. Lodiamo l’impegno dei paesi nel contrastare queste attività e siamo tutti determinati ad adottare ulteriori misure per fermarle”.

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